Intervista a Rossella Canevari

Rossella Canevari
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Umorale, capricciosa, iperattiva, vulcanica, divertente. E anche bella. Moderna, in una parola. Rossella - giornalista, autrice televisiva, scrittrice - è tutto questo e anche di più. Le dita tormentano un anello mentre parla del ruolo della donna nella società di oggi, mentre si appassiona a spiegarmi i suoi sogni, i suoi progetti, a raccontarmi i suoi libri. Occhi vivi, idee frizzanti. Bollicine.

Innanzitutto c'è da sottolineare che di rosa shokking non ci sono soltanto due libri, ma un vero e proprio progetto, molto complesso e articolato. Vuoi spiegarci di cosa si tratta?

Con molto piacere! Parto dal principio: Virginia Fiume ed io abbiamo scritto il primo libro, Voglio un mondo Rosashokking, due anni fa e abbiamo deciso di metterlo sul web, scaricabile gratuitamente. Così è nato www.quoterosashokking.com, dove abbiamo uploadato anche il book-trailer del libro, un video girato ad hoc sulle donne e una community-vetrina per donne di talento. In poche settimane il libro è stato scaricato all’incirca da 3000 persone, quindi sono arrivati editori, l’agente letterario che mi rappresenta e il libro è stato acquistato da Newton & Compton. A parte le fortunate vicende editoriali del libro, il lavoro mio e di Virginia è continuato in rete cercando di dare voce alle donne che ci scrivevano e provando a creare un luogo virtuale di incontro: è nata così nel luglio 2007 la rivista MRS (Mondo Rosa Shokking) di cui io sono editrice www.mondorosashokking.com. Oggi, con il secondo libro e la fiction che si dovrebbe iniziare a scrivere nel 2009, il sito e il progetto rosashokking sono in piena espansione e spero presto possa diventare un social network di donne e uomini di talento.

 

Quanto c'è di autobiografico in Voglio un mondo rosa shokking e in Un amore rosa shokking?

Come in tutti i libri, una parte è frutto della quotidianità personale, il resto è osservazione della realtà e ovviamente, fantasia. Io in effetti sono un’autrice televisiva e ho sentito l’urgenza di raccontare il dietro le quinte di un mondo che in Italia è ancora poco conosciuto e precluso alle donne. La soluzione finale del primo libro (che non svelo per chi avesse intenzione di leggere il libro) e quindi le realtà che vivono i protagonisti del secondo invece sono frutto di riflessioni sociali, soluzioni possibili e auspicabili che però non fanno ancora parte della mia vita.

 

Che senso ha esattamente lo slogan "Donne con le tette - le palle lasciamole agli uomini"?

Si usa dire nel linguaggio quotidiano “donne con le palle” per indicare donne riuscite, in gamba, di successo. Le palle però, non sono un attributo femminile ma anzi riflettendo sull’immagine “donne con le palle” risultano essere in linea con quelle poche donne al potere, incattivite, dure, molto maschili e invise alle donne stesse. Provocatoriamente abbiamo quindi creato uno slogan che potesse rappresentare il tipo di donna che vogliamo essere: ecco quindi le donne con le tette (le palle lasciamole agli uomini!!), in gamba con una vita lavorativa e una carriera ma femminili, con una vita privata soddisfacente. Abbiamo volutamente usato il vulgaris termine “tette” non seno, come si usa palle non testicoli, per equiparare i due modi di dire e far passare un pensiero di fondo molto importante per le donne contemporanee e speriamo che presto questo slogan divenga parte del linguaggio comune.

 

Che ruolo ha avuto e ha internet nel tuo modo di fare comunicazione?

Come ti dicevo, internet è stato fondamentale per la vita e la divulgazione del rosashokking pensiero. Personalmente devo molto alla rete e la utilizzo con grande passione. Amo Facebook, YouTube, leggo i quotidiani on-line, insomma passo molto tempo connessa, posso fare a meno della tv ma non della rete.

 

Quali sono le sfide che le donne devono affrontare in Italia ogni giorno per farsi largo nel mondo del lavoro e cosa si potrebbe/dovrebbe fare per migliorare la situazione?

Le sfide, soprattutto in un paese che ha ancora un forte retaggio maschilista come il nostro bel paese, sono molte e ancora dure da vincere. La prima purtroppo è ancora la stessa e la solita da sempre: conciliare carriera e vita privata, cosa che richiede ancora una scelta, sempre e solo nel senso di una donna mai di un uomo. Cosa si potrebbe fare? Attuare un sistema di politiche sociali e di sostegno nei confronti della famiglia quindi asili nido, congedi parentali vantaggiosi anche per un uomo, non solo per una donna, stipendi equiparati. Ammortizzatori sociali, regolazione del lavoro part-time insomma le solite politiche che a turno i vari ministri delle pari opportunità evitano di affrontare. Io personalmente, nonostante condivida il punto di vista della Bonino e dei radicali, sono pro Quote rosa: ritengo infatti che per avere una pari rappresentanza politica e non solo delle donne, passeranno ancora troppi anni senza un reale punto di rottura con il passato e i soliti compromessi. Un forte segnale di cambiamento ci sarà quando il ministro delle pari opportunità sarà un uomo…

 

Amore e sesso da una parte e lavoro e quotidianità dall'altra: far incontrare questi due mondi è così difficile come racconti?

E’ il solito vecchio problema che hanno avuto le donne dall’inizio dei tempi e che ancora non ha trovato una reale soluzione. Certo, si sono fatti passi avanti, ma le donne che hanno una carriera, anche oggi in Italia, nel 2008, a parità di ruolo guadagnano meno di uomo e si occupano anche di figli e casa. Speriamo che anche qui, aumentino i mammi.

 

Che differenza c'è tra il fare l'autrice televisiva e la scrittrice e in quale veste ti trovi più a tuo agio?

La differenza è il mezzo con cui vengono veicolate le storie: la parola e l’immagine, il video. Lavoro da molti anni per la tv italiana, che però non amo e non condivido. Mi piacerebbe fare una tv intelligente, colta, divertente, fatta dai giovani e non dai raccomandati. Fatta di storie e sceneggiature intelligenti, ben fatte come quelle made in america ma qui è una lotta persa in partenza. Ci sono le menti e le risorse per fare una buona tv, ma il vecchio, il passato, il compromesso vincono sempre. Questo sfogo per dire che alla fine, nonostante il mio amore per il video, mi sento molto più a mio agio con la letteratura e i libri infatti in questo periodo mi sono licenziata (ero direttrice editoriale di una tv satellitare) e mi sono trasferita a Barcellona a scrivere.

 

Avverti il fatto di rivolgerti a un pubblico prevalentemente femminile - ammesso che sia così - come un limite o come un privilegio? Ti senti chick-lit?

Non esistendo la letteratura per galletti, mi chiedo perché debba esistere la letteratura per pollastrelle, ma comunque no, non mi sento parte della chick-lit e sì, vivo l’essere racchiusa nel genere chick-lit come un limite. Spero che i libri che ho scritto e quelli che scriverò vengano letti e presi per il messaggio che portano, in modo unisex e che possano valicare anche le frontiere italiane.

 

Quali sono gli scrittori ai quali guardi con maggiore attenzione?

Sono letterariamente onnivora. Amo la letteratura antica ma soprattutto quella contemporanea Indiana, Israeliana, Canadese, Inglese, Francese e Americana. Anche quella Italiana trovo sia molto valida, conosco personalmente molte scrittrici e scrittori giovani molto talentuosi. Uno dei primi racconti da me scritti che è stato pubblicato a seguito di un concorso vinto per il comune di Milano (http://subway-letteratura.org/old/racconto2.html) è un thriller e l’ho intitolato Crash, ovvero un tek per due…ovviamente ispirato al grande J.G.Ballard.

 

I libri di Rossella Canevari
 

 

 

 
 
 
 
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