Intervista a Sandro Fogli

Sandro Fogli
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Il giovane e talentuoso aiuto-regista toscano si sposta tra i set delle più importanti fiction televisive e nonostante trascorra più ore sul set che a casa ha trovato il tempo di dedicarsi alla scrittura, tanto da far uscire un saggio sul grande maestro del brivido: Alfred Hitchock. E - più modestamente - per incontrare l'inviata di Mangialibri spedita prontamente sulle sue tracce: ecco cosa ci siamo detti.
Da scrivere con la macchina da presa a scrivere con la penna il passo com'è stato?
Ma io non ho mai realmente scritto con la macchina da presa, ancora... forse un po’ con la mia videocamera. Come assistente alla regia prima e aiuto-regista poi diciamo che ho sempre 'unto gli ingranaggi' degli altri. E alla tastiera del pc c'ero stato tanto negli anni dell'università, quindi direi che ho fatto piuttosto il percorso contrario.

 


Raccontaci la genesi del tuo interessante saggio Hitchcock e la vertigine interpretativa...
Avevo sempre voluto studiare cinema, e sapendo di dover chiudere il percorso con una tesi volevo farla su Hitchcock, che aveva determinato in me il colpo di fulmine per il cinema. E dato che secondo il mio Prof su di lui era già stato detto tutto, mi sfidò a scrivere di chi aveva scritto su Hitchcock, cioè a fare una sorta di storia della critica.


Il libro è ricco di materiale fotografico: c'è qualche chicca inedita?
Non proprio… di inedito c’è solo un’immagine della Bergman dal sogno di “Io ti salverò” tagliata nella versione definitiva del film, ma diciamo che molti dei fotogrammi scelti per la selezione iconografica (perché spiegati nel testo) sono stati spesso trascurati in altre sedi dove si trova magari la solita foto pubblicitaria da “Psyco” o da “La finestra sul cortile”.


Sei stato definito in ambito accademico il massimo esperto nella critica cinematografica Hitckockiana a livello europeo e forse anche mondiale (Cuccu: “Ne sa più lui di tutti quanti gli autori di cui parla messi insieme”), che effetto fa?
Beh, è strano - e forse il giudizio è un po’ troppo entusiastico. Ma chiaramente mi inorgoglisce, è come se a quel bambino di 8 anni che guardava “Il delitto perfetto” avessero dato il premio fedeltà!


Perchè proprio Hitchcock?
Un genio assoluto. Un inventore di forme che ha sempre esorcizzato se stesso nella sua opera, e questo credono lo facciano molti grandi. Io semplicemente non mi sono limitato a subire la fascinazione innescata da quei meccanismi - come la suspense - che agendo a livello inconscio ti attanaglia… ho voluto capirla!


Quando preferisci scrivere?
Assolutamente il pomeriggio… amo vedere la luce del primo pomeriggio che si trasforma prima in tramonto poi in buio.


A cosa stai lavorando adesso?
Dopo Hitchcock non potevo che avventarmi su François Truffaut, l’uomo che amava le donne, i libri e i bambini. L’uomo che con Il cinema secondo Hitchcock ha realizzato il più famoso libro di cinema mai scritto, che ha imposto il genio di Hitchcock mettendo allo stesso tempo insieme un vero e proprio manuale di cinematografia. Da “I 400 colpi” a “Finalmente domenica!” passando per “Jules e Jim” e “La signora della porta accanto” sto affrontando un autore che mi dà la sensazione di fare le cose in famiglia, come se il prossimo libro fosse il figlio naturale della “vertigine interpretativa”.

I libri di Sandro Fogli

 

 

 

 
 
 
 
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