Intervista a Shobhaa Dé

Shobhaa Dé
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Giornalista di successo (ha fondato le popolari riviste «Stardust», «Society» e «Celebrity»), tiene rubriche fisse che sono lette da milioni di indiani in tutto il subcontinente e sforna a ciclo continuo bestseller vendutissimi. Famosa, onnipresente, con un passato anche da modella e regina di bellezza, guardata dalle giovani come un modello, Shobhaa Dé è un’icona culturale dell’India contemporanea. Nonché - lasciatemelo dire - una donna di mezza età splendida, elegante e profumatissima che è stato un vero piacere incontrare.

Il pubblico occidentale è abituato a una letteratura indiana fatta di saghe familiari, ritmi lenti, paesaggi esotici, donne tristi. E' un'immagine falsa dell'India?

Hai elencato uno dopo l'altro i cliché che odio: non è questa la mia India. Io non sono né depressa né repressa, e non lo sono le donne che conosco. E' un'India vecchia, che non esiste più. Orribile, per giunta.

 

Lo show-business, si sa, è spietato per definizione. A Bollywood è meno o più spietato che a Hollywood?

Hollywood se vogliamo è più attenta a dare di sé un'immagine sofisticata e rassicurante, e in questo è molto abile, ma si tratta soltanto di una facciata. Diestro ci sono violenza e tossicodipendenza. A Bollywood è esattamente lo stesso, magari in scala minore, ma vizi e virtù sono i medesimi.

 

La tua carriera è quella di una donna che ha saputo coniugare glamour e intelligenza, maternità e professionalità: qual è il tuo segreto? E ti senti un modello?

La cosa più interessante è che si arriva a questo punto della vita e ci si ritrova inserite nella classifica delle 50 donne più influenti del mio Paese. E la cosa mi fa un po' ridere, sinceramente. Ho lavorato molto per ottenere fiducia e riconoscimenti in ambito professionale, e sapete qual è stato il mio peggior nemico? La bellezza, il cliché secondo il quale una bella donna viene presa in considerazione solo per l'aspetto fisico. Fossi stata nello show-business avrei avuto un indubbio vantaggio, e chi lo nega, ma nel mondo editoriale e giornalistico ho sempre dovuto superare una prova in più. Quanto alla mia famiglia, è l'aspetto della mia vita al quale tengo di più, il mio serbatoio d'amore.

 

Ci sono state polemiche sulla sensualità dei tuoi romanzi. Qualcosa non mi torna: l'India non era la patria del kamasutra e del tantra?

Si tratta di aspetti di una cultura antichissima che però purtroppo non hanno nulla a che fare con l'India contemporanea. La dominazione inglese (e soprattutto la morale vittoriana) ha devastato la nostra tradizione erotica. Oggi si sta assistendo a un recupero di quella antica cultura, e le nuove generazioni sembrano avere una sessualità più libera da vincoli e ipocrisie.

 

Se tu fossi costretta a rinunciare a una delle seguenti cose, quale sceglieresti e perché? Scrivere, bellezza, famiglia, soldi e potere...

Senza alcun dubbio alla bellezza. E' una cosa che Dio mi ha dato ma che non richiede nessun impegno, nessun lavoro, nessun merito da parte mia. La bellezza è passiva. 

 

I libri di Shobhaa Dé

 

 

 

 
 
 
 
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