Intervista a Simone Sarasso

Simone Sarasso
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E quello? Quello là col bavero dell'impermeabile rialzato tipo agente segreto (deviato, manco a dirlo)? Perché, il tipo losco che fuma nervosamente nella macchina parcheggiata all'angolo dove me lo metti? Non ci crede nessuno che sta aspettando la fidanzata ritardataria. E lo sguardo di sguincio che mi ha lanciato il carabiniere col mitra? Brrr... Non c'è niente da fare: dopo che intervisti Simone Sarasso ti sembrano tutti in procinto di fare un colpo di Stato. Minimo. Nemmeno il tuo panettiere di fiducia è più lo stesso, dopo. Nessuno è innocente, tutti nascondono qualcosa. Benvenuti nel mondo tutto trame oscure, depistaggi e piombo di uno degli scrittori più hot del panorama italiano. Siete avvertiti, però: indietro non si torna.

Perché la scelta nella tua 'controstoria' d'Italia di spostare di un tot gli avvenimenti fino a farli somigliare soltanto alla realtà storica?
Per due motivi: primo, per evitare banali ripetizioni (la Storia, quella vera, sta sui manuali, nei saggi, su wikipedia. Se uno vuole andarsela a cercare, la trova là); secondo, per non smettere di ricordare (son favole ucroniche le mie, ma piuttosto simili al reale. Abitano a un passo dal reale. Chiunque non ricordasse come sono andate realmente le cose, può sempre ripassare sui manuali, nei saggi, su wikipedia, etc. etc. E ricordare, credetemi, è un esercizio che questo Paese non dovrebbe mai smettere di fare).
 

Da dove viene il personaggio di Andrea Sterling e perché ti affascina (e/o ti spaventa) tanto?
Andrea Sterling è IL colpevole. Il Male assoluto. L’Uomo Nero. E come tutti i cattivi, per quanto spregevole e rivoltante, alla fine – in una maniera o nell’altra – risulta anche affascinante.
 

Quando la saga sarà conclusa ti sentirai un po' vuoto o un po' sollevato?
Credo più sollevato che vuoto. Avrò messo per iscritto un bel pezzo di storia del Paese, avrò scavato a fondo, avrò toccato il fondo. Ma dopo il terzo volume, credo che non smetterò di occuparmi dell’Italia e del suo marciume. Dopotutto, con United We Stand ho appena iniziato a raccontare il futuro…
 

E a cosa ti dedicherai, se ci hai già pensato?
Ci sono parecchie cose in ballo: la più vicina, in ordine di tempo, si chiama J.A.S.T. ed è un progetto collettivo (scritto a sei mani con Daniele Rudoni e Lorenza Ghinelli) assolutamente rivoluzionario: il primo serial televisivo su carta. Vedrà la luce in un momento imprecisato del 2010.
 

Tra gli scrittori italiani sei uno dei più interessato alle potenzialità del fumetto. Come nasce questa passione e dove la vuoi portare?
Come sai, sono ossessionato dal Bel Paese. La mia prossima graphic novel, su cui vige ancora il segreto di Stato - ;-) - e che vedrà la luce nel 2011, in occasione dei 150 anni dell’Unità Nazionale, andrà a scavare tra le pieghe oscure del Risorgimento. Sei il primo a cui lo dico. Per cui acqua in bocca, mi raccomando…
 

I tuoi lavori sono sempre legati a tanti progetti paralleli, a blog, a iniziative promozionali insolite...significa che hai molta fiducia nelle capacità promozionali della Rete o cosa?
Senza la Rete non farei quello che faccio. Pensa solo a un progetto come FRAMMENTI (il serial interattivo che ho realizzato per il satellite insieme a Log607 e Shado, in onda tutti i giovedì su CURRENT – SKY canale 130 alle 22.30): solo grazie alla rete è possibile l’interazione in tempo reale dello spettatore. Solo grazie alla rete si può usare la parola "interattivo" riferita a un prodotto televisivo. Lo stesso vale per la letteratura, il fumetto, per tutto ciò che faccio.
 

Come si concilia il tuo lavoro nella vita 'vera' con tutto questo noir, con le pagine che grondano sangue, trame oscure e veleni?
Sono affetto da una lucidissima schizofrenia professionale. Per metà della giornata mi occupo di bimbi, compiti, divisioni in colonna, canzoncine (lavoro part-time come educatore in una scuola elementare). L’altra metà la passo tra vecchi giornali, saggi polverosi, siti web e morti ammazzati. La sera stacco tutto e mi rifugio tra le braccia di mia moglie (vera eroina, dal momento che deve sopportarci entrambi, l’educatore e il noirista…)
 
I libri di Simone Sarasso

 

 

 

 
 
 
 
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