Intervista a Sophie Kinsella

Sophie Kinsella
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Appena arriva appoggia un’elegantissima borsa Prada sul tavolo. Edizione limitata, mi sa. Indossa scarpe griffate e abiti di gran moda, profuma di buono. Ha un sorriso contagioso, ma con oltre venti milioni di libri venduti sarebbe strano il contrario. Dopo aver chiacchierato un po’ con Sophie, grande sacerdotessa dello shopping, vien davvero voglia di andare a fare due compere insieme. Sperando che paghi lei.

Venti milioni di libri: una bella cifra davvero, no?
Io per prima non riesco a capacitarmi del perché, non ho veramente idea di come soprattutto il mio primo libro possa aver avuto un successo simile. Pensavo di aver avuto un’idea ‘normale’, con una protagonista carina che ama lo shopping ma niente di più, invece mi son dovuta ricredere, perché nel mondo ci sono veramente tantissime persone che lo hanno amato. Il carattere della protagonista deve aver avuto molta importanza, credo.
 

Un carattere simile al tuo?
Devo ammetterlo. Sì, devo fare una rivelazione: come Becky adoro fare shopping, siamo molto simili anche in molti tratti della personalità, abbiamo un carattere simile. Come lei perdo la testa di fronte ad una vetrina - soprattutto di borse e scarpe - e se vedo una cosa che mi piace non resisto e me la compro. Come lei non perdo mai la speranza, sono un’ottimista, una donna dinamica, forse ho solo un po’ più di controllo rispetto a lei. Ma solo forse, eh.
 
Non temi che un inno allo shopping come questo in tempi di grave crisi economica possa essere frainteso?
Io mi limito a descrivere quello che la gente fa, non incito a farlo. Becky per esempio deve poi pagare le conseguenze di quello che fa, io considero i miei libri dei libri come gli altri, Becky per me è un affresco della situazione mondiale contemporanea. Lo shopping è quindi una scusa per descrivere altro: nel libro c’è anche la storia di una famiglia, dei problemi di una ragazza che lavora... Becky è una donna molto leale, generosa, in lei ci sono molte buone qualità: non è giusto ricordarla unicamente come quella malata per le compere.
 
Tra i tuoi libri ce n’è uno che preferisci?
Li amo tutti, sono come bambini per me, il primo forse è quello al quale sono più affezionata perché è il mio primo incontro con Becky. Ma anche La ragazza fantasma è un libro per me importante. L’idea di scrivere la storia di una ragazza fantasma ce l’avevo da un po’, mi era stata suggerita e devo dire che avevo trovato il suggerimento molto brillante. Volevo scrivere la storia di un personaggio che irrompe nella vita di un’altra persona con irruenza, che arriva come un fulmine. E mi è sembrato che se a farlo fosse stata il fantasma di una suffragetta degli anni Venti le cose sarebbero state ancora più divertenti. La protagonista Lara è una ragazza che si trova ad un bivio, in un momento molto difficile della sua vita: ha una storia finita alle spalle, è timida, chiusa in se stessa, legge manuali di auto-aiuto e cerca tutti i modi di tornare col suo ex fidanzato quando invece dovrebbe guardarsi attorni e ricominciare.Capirete bene che non è così incline ad accettare un fantasma nella sua vita! Si tratta di Sadie, il fantasma di una sua zia, che ha un carattere totalmente all’opposto del suo. Sadie sarà una boccata d’aria fresca nella sua vita e l’aiuterà ad avere un atteggiamento migliore verso la vita, lei rappresenta la voglia di vivere delle donne del dopoguerra, che vogliono fare festa che portano avanti la lezione del ‘carpe diem’.
 
Conti di tornare presto alla saga di Becky, di scrivere un altro romanzo a se stante o magari di dedicare una serie anche a Lara?
Desideravo prendermi una pausa da Becky e dal suo mondo, ma ho troppa voglia di tornare a scrivere di lei quindi posso già anticipare che tornerà ad essere la mia protagonista.
 
Cosa pensi della riduzione cinematografiche di I love shopping?
Ho trovato il film "I love shopping" veramente divertente, lo guardo e lo riguardo e mi sembra bellissimo, pieno di colore. La Fisher poi l’ha interpretato veramente in maniera splendida.
 

Hai partecipato in qualche modo?
Non ho scritto la sceneggiatura, ma sono stata sul set durante le riprese e devo dire che è stata un’esperienza che rifarei domani, il regista poi è stato gentilissimo, mi ha ascoltata e mi hanno persino dato una sedia da regista!
 

Ti consideri un'umorista, o comunque una scrittrice di commedie - seppure sofisticate?
Scrivere cose divertenti è estremamente difficile, io lo considero una sfida, ci lavoro molto seriamente, voglio che il prodotto finale sia fluido dalla prima all’ultima pagina. Voglio che il lettore pianga, rida, ma che non si renda mai conto delle sforzo che io ho messo nella stesura.
 
Chi è Sophie Kinsella come lettrice?
Sono onnivora, adoro Jane Austen ma ho scoperto ultimamente P.G. Wodehouse e sto recuperando il tempo perso. Ma quando voglio proprio riservarmi un trattamento di riguardo... beh, mi rileggo Agatha Cristie.

 
I libri di Sophie Kinsella

 

 

 

 
 
 
 
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