Intervista a Tanguy Viel

Tanguy Viel
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Tanto francese che sembra una parodia del giovane scrittore francese, Tanguy ha una passionaccia per il Cinema - soprattutto quello di qualche decennio fa - e per l'estetica della Nouvelle Vague. Un ragazzo raffinato, insomma. L'alchimia con un giornalista ruspante della media periferia romana? Perfetta, oserei dire. Vatti a fidare dei luoghi comuni.

Nello scriteriato piano dei protagonisti di Insospettabile c'è anche un ingrediente di rivincita sociale?

No, direi di no. Non è quello l'ingrediente principale dei miei romanzi, ciò su cui amo lavorare.

 

Perché proprio il golf?

Perché il golf è di per sé sempre un luogo di fiction, di avventura. E nel golf ci sono sempre un cielo blu e un prato verde.

 

La forza della tua scrittura viene dalla capacità di coniugare la letteratura 'colta' e la tradizione noir. Quale di questi retaggi è più importante?

Sarebbe presunzione da parte mia se rispondessi la letteratura colta, e in realtà non leggo molti romanzi gialli (in senso lato): è più il cinema secondo me che incarna le mitologie attuali. Proprio nel cinema rivivono gli archetipi della tragedia classica, della tradizione.

 

Insospettabile è assolutamente (e come abbiamo appena scoperto, volutamente) cinematografico. Quale attrice vedresti bene nei panni di Lise?

Non ci ho mai pensato, giuro. Se parliamo di attrici attuali, direi forse Kate Winslet. Ma forse l'ideale sarebbe Jean Seberg. Oppure Kim Novak, no? No, un po' inflazionata... La Seberg, sì: Jean Seberg è la Lise perfetta.

 

Come si scrive un noir senza cadere nei cliché?

Non mi sono mai posto la questione. E questo è probabilmente il trucco perché ciò che scrivo funzioni, tutto sommato. Non parto con l'intenzione di scrivere un giallo, e quindi non utilizzo gli stratagemmi narrativi classici del genere. Uso un io narrante che altro non è che una macchina da presa in soggettiva che inquadra e filtra colori, impressioni, prospettive.

 

A quali scrittori guardi con maggiore attenzione?

Mmm... Per la qualità della scrittura, sicuramente a Balzac e Conrad. Per le atmosfere, le coscienze, le trame a Dostoevskji e Thomas Bernhard, direi.

 

I libri di Tanguy Viel

 

 

 

 
 
 
 
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