Intervista a Torey L. Hayden

Torey Hayden
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Il mio incontro con Torey (scrittrice, ma principalmente psicologa infantile con una lunga esperienza con bambini emotivamente labili) è telefonico. Poter avere una conversazione, anche se virtuale, con un'autrice con la sua storia professionale mi fa provare un certo moto di orgoglio. E scoprire dall'altra parte della cornetta una persona disponibile e gentile anche un evidente piacere.

La foresta dei girasoli è uno spazio mentale o un luogo fisico?
E' decisamente uno spazio mentale, un prodotto di fantasia. Ma è anche un luogo mentale che ha una connessione forte con la realtà tangibile nella vita della protagonista. 
 
In Come in una gabbia, il silenzio era una nicchia in cui Kevin si nascondeva, qui la madre sembra intrappolata nei suoi ricordi. C'è una similitudine tra queste due situazioni?
Credo di sì. Entrambi gli spazi sono luoghi segreti, realtà personali che non si riescono a condividere con nessun altro, perchè appartengono solo e soltanto a quell'individuo e alla sua diffiltà di comunicare. 
 
Nella tua esperienza con i bambini, quali ritieni siano gli errori principali che fanno i genitori e che stai personalmente cercando di evitare?
Il primo errore è cradere di conoscere i propri figli, ritenere di fare gli stessi, identici pensieri. Siamo tentati di crederlo perché li abbiamo creati noi, li vediamo come parti di noi stessi. Il secondo grande errore è l'idea che come genitori siamo chiamati a rendere la loro vita in linea con quello che vogliamo noi. Noi invece dobbiamo imparare a guidarli ad assere quello che dovrebbero essere, degli individui separati, diversi. 
 
Molti tuoi libri hanno avuto o hanno difficoltà di pubblicazione. La foresta di girasoli per molti anni non è stato ripubblicato e il gatto meccanico non esiste in versione inglese. Non trovi che questa situazione sia irritante?
Credo che non valga la pena irritarsi, perchè le cose funzionano così. E' estremamente importante e d'aiuto rimanere calmi e pazientare...alla fine le cose si sistemano. La foresta di girasoli lo scorso anno, per esempio, è stato ripubblicato in Inghilterra (la prima edizione è del 1983). Poi mi ritengo un autore internazionale, quindi, sono contenta di condividere la mia esperienza con un pubblico così vasto. 
 
I tuoi libri sono definiti "nonfictional narrative". Se fosse per te, quale etichetta sceglieresti?
Mi piace molto scrivere romanzi, perchè a differenza dei saggi ti permettono una libertà d'azione maggiore. Quando crei una storia di sana pianta, ogni blocco nella scrittura può essere facilmente superato con un cambiamento. Quando si racconta invece di personaggi reali non si può modificare gli eventi.

 
I libri di Torey L. Hayden

 

 

 
 
 
 
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