Intervista a Victor Lodato

Victor Lodato
Articolo di: 
Victor è una persona sorridente, disponibile. La notizia della vittoria del prestigioso Pen Usa gli arriva proprio mentre è sul suolo italiano, dove sta trascorrendo alcuni giorni per incontrare i suoi lettori e partecipare all'anteprima dell'adattamento teatrale del suo ultimo romanzo. Quale migliore occasione per incontrarlo e fare con lui quattro chiacchiere?
Barnes&Noble ha definito il tuo il miglior debutto narrativo dell’anno, e il Publishers Weekly ha comparato Mathilda Savitch all'Holden Caufield di Salinger. Cosa pensi di questo confronto?
Il giovane Holden è un libro che ho sempre amato. Salinger ha attinto ad un nuovo tipo di voce, una voce che per la prima volta esprimeva qualcosa d’importante riguardo allo scontento dei giovani di quel tempo. Se le persone avvertono Mathilda nello stesso modo, posso soltanto esserne felice.


Quali sono gli elementi essenziali di un libro che scrivi e di uno che leggi?
Un personaggio affascinante con una voce inaspettata è quello che cerco. E anche nel bel mezzo della tragedia, cerco sempre il sense of humor.


Hai incontrato delle difficoltà ad entrare nel mondo di una tredicenne? Perché hai deciso di scrivere proprio di questo, e che cosa ti ha affascinato di quell’età?
Stranamente, non ho trovato alcuna difficoltà a descrivere il personaggio di Mathilda. La sua voce mi è arrivata chiaramente un giorno, ed è rimasta con me per tutto l’anno che mi ci è voluto per scrivere il libro. Scrivere con la voce di una ragazzina di tredici anni è stato veramente liberatorio. Per lei tutto era questione di vita o di morte. Non c’è nulla di più drammatico di una teenager.


Avere tredici anni è un’opportunità o un ostacolo?
Per un ragazzo, nessun dubbio, è spesso un ostacolo, ma qualunque adulto riguardi a quegli anni non vede altro che un’incredibile possibilità.


Il tuo romanzo è stato adattato per il teatro. Su cosa ti sei concentrato per comunicare anche all’interno dell’adattamento le sensazioni che vengono evocate nel romanzo?
Principalmente ho provato ad esprimere i conflitti interiori di Mathilda e le motivazioni per cui lei mente a se stessa. L’ho fatto inserendo due Mathilda nello spettacolo che interagiscono fra di loro così come con gli altri personaggi.


La protagonista del tuo romanzo ti assomiglia? Ti piacerebbe assomigliare (o aver assomigliato) a lei?
Mathilda è molto più coraggiosa, più audace di me bambino. Forse c’è un aspetto di realizzazione desiderata nella creazione del suo personaggio, sì.


In che modo crei la complicità con il lettore?
In alcuni momenti Mathilda si rivolge direttamente al lettore. Gli parla in modo molto intimo, prova ad ottenere la sua fiducia, che le a volte rispetta e a volte tradisce.


Qual è l’insegnamento che Mathilda ci dà nell’affrontare il mondo? Cosa dobbiamo imparare da lei?
Mathilda non scappa davanti alle cose che la spaventano. Ci si butta proprio nel mezzo e ne esce più forte. E forse, cosa ancora più importante, lei è una persona incapace di censurare quello che sente nel cuore. Dovremmo tutti essere così fortunati.

I libri di Victor Lodato

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER