Intervista a Viveca Sten

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Abbiamo incontrato Viveca Sten durante il Salone del Libro di Torino 2018, in uno dei suoi pochi momenti liberi. La Sten, ex avvocato, è una delle scrittrici scandinave di maggior successo: in Italia i suoi gialli sono pubblicati da Marsilio. Le avventure del detective Thomas Andreasson e della sua migliore amica Nora Linde sull’isola svedese di Sandhamn sono seguite nel mondo da milioni di persone e sono diventate una serie tv, Omicidi a Sandhamn, interpretata da Jakob Cedergren, Alexandra Rapaport e Jonas Malmsjö.




Rispetto alla tua scrittura quello che mi interesserebbe sapere è da cosa parti per ideare un romanzo…
Comincia tutto con un’immagine. Nel caso di questo libro, L’estate senza ritorno, è successo questo: era la festa di mezza estate in Svezia, era tardi ed ero al porto; ho visto arrivare una ragazza in lacrime con della sabbia tra i capelli e senza una scarpa. Piangeva disperatamente e allora ho iniziato a chiedermi “Che cosa le è successo? Forse è successo qualcosa al suo fidanzato? Qualcuno lo ha aggredito?” e domanda dopo domanda ho creato la storia. Ma per scrivere torno indietro, alla prima domanda, e ripercorro tutto il processo logico che ho creato.

In un romanzo giallo il montaggio degli eventi, la costruzione della suspense e del processo investigativo sono molto importanti. In questo senso, la tua esperienza giuridica, i tuoi studi, pensi che ti abbiano aiutato o condizionato in qualche modo?
Beh, sicuramente il mio lavoro come avvocato mi ha aiutato nella disciplina. Ho imparato a scrivere, riscrivere, organizzare… ma è anche vero che per vent’anni sono stata un avvocato che si occupava di questioni aziendali, non sapevo nulla delle questioni penali e di come si conduceva un processo investigativo o di come lavorasse la polizia. Ho chiesto ai miei amici, conoscenti, ho fatto molte interviste. Avere una disciplina è stato importante anche per fissarmi degli obbiettivi, sapevo come lavorare con delle scadenze, se decidevo di scrivere un libro in dieci mesi sapevo come fare un programma passo dopo passo.

Tanti scrittori non nascono come tali, o comunque accompagnano la scrittura a un altro lavoro, che è il loro lavoro principale. Mi incuriosisce sempre molto capire perché iniziano a scrivere, o almeno perché desiderano poi pubblicare. Quando hai iniziato a scrivere?
Quando ero ancora un avvocato ho scritto tre libri, che però non erano di narrativa, erano tre saggi di giurisprudenza, tremendamente noiosi. A un certo punto ho deciso di scoprire se per me sarebbe stato possibile scrivere anche narrativa… ci ho messo 18 mesi per scrivere il mio primo libro, e quando l’ho finito mio marito mi ha detto “Dovresti provare a farlo pubblicare”, io gli ho risposto “Ma figurati, mi rideranno in faccia!”. Alla fine ho deciso di provare, l’ho mandato a tre case editrici e tre settimane dopo una casa editrice che in Svezia è molto importante mi ha chiamata e mi ha detto “Il tuo libro ci piace tantissimo, lo vogliamo pubblicare”. Io sono quasi svenuta. Però è successo, e io non avrei mai pensato di diventare una scrittrice a tempo pieno.

Ormai da qualche anno in Italia, ma anche nel resto d’Europa, si traducono moltissimi gialli con un ambientazione scandinava e sembra che i Paesi nordici siano posti dove accadono di continuo cose orribili… come ti spieghi questo interesse?
Credo che il motivo per cui la narrativa poliziesca scandinava ha molto successo è perché in questi libri si parla molto della vita personale dei protagonisti, ed è una cosa che piace molto ai lettori. Mentre nel romanzo poliziesco americano magari ci sono dei personaggi più definiti ‒ il poliziotto beve molto, non mangia, il suo migliore amico è stato ucciso, ha sempre una tazza di caffè in mano ‒ i personaggi della narrativa nordica hanno una vita diversa. Ai lettori sicuramente piace molto vedere i poliziotti sulla scena del crimine ma non bisogna dimenticare che magari devono andare a prendere i figli all’asilo, e quindi penso che in questo tipo di romanzo sia possibile identificarsi molto di più che nei super-poliziotti americani.

I LIBRI DI VIVECA STEN



 

 

 

 
 
 
 
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