Libri di fine Estate

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Sfidando le ire di chi fatica ad ammetterlo per non rovinarsi gli ultimi giorni di vacanza o, peggio, di chi in vacanza deve ancora andare, mi corre l’obbligo di ricondurre tutti alla realtà stagionale delle cose: l’estate sta in effetti finendo. Non lo dico per sentito dire, ne resta meno di un terzo e, con l’approssimazione del caso, non si può certo di dire che si tratti ormai di mezza estate. Insomma siamo più in territorio Righeira che Puck. Tra le mie mani e i miei occhi sono passati cinque bei libri (quattro illustrati e un piccolo romanzo) che con l’estate, con questa estate, con la fine di questa estate hanno un po’ a che fare…


 

 

Di Andrea Pazienza non si smette mai di parlare. L’unico (grande) illustratore italiano venerato come una rockstar (e che di alcune rockstar ha condiviso la fine prematura) nel settembre del 1986 aveva scritto e illustrato due deliziose fiabe da regalare a un bambino appena nato chiamato Lorenzo. A trent’anni di distanza Gallucci ci regala una sfavillante nuova edizione di queste Favole con una sentita presentazione di Vincenzo Mollica e uno scritto davvero toccante della moglie Marina. La passeggiata soddisfatta di un cavallo, una margherita giallo mare e un assurdo perepè viene continuamente interrotta dal noioso Gran Maestro dei Grigi che perseguita i tre compagni col suo malsano e arbitrario senso della realtà. E poi la parabola esistenziale del leone Pancrazio Sonsazio che baratta le scelte alimentari da carnivoro con l’affetto delle sue prede trovando infine la felicità in una dieta a base di spaghetti al pomodoro, latte e frutta. Due storie piccole, poetiche, buffe, vitali come la grande arte di Pazienza.

Con le Olimpiadi di Rio ormai alle spalle, ma le immagini delle emozionanti imprese sportive ancora negli occhi, ecco un albo dal sapore un po’antico pubblicato da La Nuova Frontiera (un “abecedario numerico” illustrato, con la progressione da 1 a 20 e ritorno) che riporterà i lettori più piccoli (0-3 anni) al clima olimpico con l’aiuto di una banda di sorridenti animali ritratti nelle diverse specialità dei Giochi. Grandi e coloratissime tavole a tutta pagina affiancano all’azione sportiva il numero da imparare, associato in qualche modo all’illustrazione. Il tratto essenziale, elegante e un po’ vintage di Virginie Morand e il gioco raffinato dei moduli geometrici (cerchi, triangoli, emicerchi, rettangoli, …) su cui si costruiscono i dettagli dei disegni fanno il resto. Le Olimpiadi degli animali ha tutti gli ingredienti di un gustoso educational per l’età prescolare.

A proposito di Olimpiadi, da una coppia di autori plurimedagliati, Eoin Colfer (il creatore di Artemis Fowl) e Oliver Jeffers (autore e illustratore dal tratto davvero inconfondibile) nasce Fred l’amico immaginario, edito in Italia da Mondadori. I due, nordirlandesi entrambi, mettono in scena una storia che ridefinisce lo status degli “amici che in realtà non ci sono”. Fred è stato il compagno di giochi immaginario di tanti bambini che prima o poi l’hanno scaricato quando hanno trovato il migliore amico. Ma con Sam sembra diverso, i due sono davvero anime gemelle e niente e nessuno sembra in grado di intaccare la loro solida unione. Quando fa la sua comparsa Sammi, la nuova amica di Sam incontrata a una festa, sembra che la storia torni a ripetersi nonostante le rassicurazioni di Sam. Ma la bambina riesce a vedere Fred e ha anche lei un’amica immaginaria… Illustrato magistralmente da Jeffers usando soltanto il bianco e nero e un paio di colori ma escogitando una trovata grafica sorprendente nella rappresentazione degli amici immaginari, l’albo con una cifra tutta sua, ironica e poetica insieme, dispensa perle di saggezza sulla solitudine, l’amicizia e l’incontro.

Con Nina di Alice Brière-Haquet e Bruno Liance, rispettivamente autrice e illustratore, entriamo nei territori della musica jazz, quella ribollente e vitale della grande Nina Simone, una delle voci artistiche più importanti del secolo scorso. Nell’albo, tutto illustrato con un evanescente bianco e nero, a parlare è direttamente la Simone che in un dialogo con la figlia Lisa sul punto di addormentarsi ripercorre per immagini i primissimi esordi della sua carriera. Il focus è sulla discriminazione razziale che la cantante e la madre furono costrette a subire e sul valore simbolico della musica come ponte tra bianchi e neri. Anche se l’arte di Nina Simone resta un po’ sullo sfondo (ma si può ascoltare sul canale Deezer di Curci una compilation preparata per l’occasione), le illustrazioni possiedono una grazia trasognata e un’espressività che funzionano bene con il testo un po’ impressionistico che le accompagna. Rispetto e tolleranza sulle note torride di una gigante del jazz…

L’ultimo titolo l’estate l’ha già nel titolo. Arianna Squilloni, italiana che vive e lavora in Catalogna con la sua casa editrice per bambini A buen paso, mette la firma nella collana delle “storie vere di infanzia e adolescenza” (gli anni in tasca) proposta con successo da Topipittori. L’estate… e tutto il resto è un lessico familiare tenero e lieve in cui sfilano zie, zii, nonni, cugini colti nel tempo sospeso dell’infanzia della protagonista con un punto di vista che oscilla tra quello della bambina di allora e quello adulto. Un po’ Amelie, un po’ Heidi, Arianna racconta con una lingua tutta cose e sensazioni, piana e dolce, la storia dei suoi primi anni fino all’”iniziazione sentimentale” della prima adolescenza. L’umorismo e la delicatezza del racconto non finiscono mai nel vagheggiamento nostalgico e cogli occhi di Arianna bambina dei favolosi anni ‘80 la realtà diventa un territorio di curiosità e scoperte . Un libro breve breve che lascia in bocca un buon sapore di zucchero filato e non si scorda facilmente.

 


 

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