È così che la perdi

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Forse è colpa di suo padre. Se n'è andato per cercare lavoro, non si è fatto vedere per anni, poi di colpo trascina lui, sua madre e suo fratello in un Paese straniero di cui non conoscono la lingua né le abitudini. Li chiude in casa e lavora tutto il giorno, e a volte dice che lavora anche di notte ma non è vero, la notte e i giorni in cui è via sono dedicati ad altre donne e (forse) ad altre famiglie. Una beffa del destino in cui è cascato anche Yunior: credere che il sesso promiscuo e disinteressato basti a colmare la solitudine. Una necessità fortissima in lui, ma appunto incolmabile. Come si diceva poco fa, arrivato bambino in un Paese straniero, lasciando a Santo Domingo il suo amatissimo abuelo, accolto da un padre che era solo un ricordo del passato, e che nei primi mesi da ospiti americani ha costretto lui e il fratello Rafa a guardare la neve dalla finestra, senza mai uscire. Che dire poi di Rafa, così perfetto e così bello, strappato alla famiglia da un cancro e da una moglie improvvisata che lo ha abbandonato con un figlio e senza un soldo. Le donne, però, si diceva. Sono loro il nodo cruciale della Guida all'amore per infedeli che Yunior compila scrupolosamente da tutta una vita. Magda, che riceve una lettera con i minuziosi e osceni dettagli del tradimento. Cassandra, quella della lettera di cui sopra. Nilda, che lui ha osservato molte volte fare l'amore con Rafa nel letto accanto, perché la loro stanza era l'unica in cui gli era permesso stare. Alma, che scopre l'esistenza dell'altra, Laxmi, leggendo il suo diario. La signorina Lora, troppo vecchia e troppo magra…
Assioma numero 1: tutti i maschi dominicani sono per natura infedeli. Assioma numero 2: Yunior è per natura infedele, e guarda caso è pure dominicano. Quale tra le due frasi corrisponde al vero? Il romanzo È così che la perdi di Yunot Díaz inizia così: con il dilemma tra la prima e la seconda opzione, un'altalena che oscilla in una direzione e poi nell'altra, a seconda delle molte donne che Yunior incontra nella sua vita. Nessuna delle quali – per ragioni sempre diverse – riesce a instillare in lui la vocazione alla monogamia. La Guida all’amore per infedeli di Yunior in realtà è una guida alla sopravvivenza dopo i ripetuti abbandoni. Un passaggio colpisce, in particolare, e mi permetto di riportarlo fedelmente: “Resterà con te per qualche mese, perché siete stati insieme per un sacco di tempo. Perché insieme ne avete passate tante: la morte di suo padre, l’odissea della tua cattedra, il suo esame da avvocato (superato al terzo tentativo). E perché l’amore, il vero amore, è una cosa di cui non ci si sbarazza facilmente. Durante un tormentato periodo di sei mesi andrete in Nuova Zelanda. Camminerete sulla spiaggia dove è stato girato Lezioni di piano, una cosa che lei ha sempre voluto fare, e che adesso le offri, pentito e disperato. Su quella spiaggia è immensamente triste; cammina sola lungo la sabbia brillante, a piedi nudi nell’acqua gelida, e quando cerchi di abbracciarla ti dice: No”. L'aspetto che più colpisce di questo romanzo, oltre alla trama, è l'uso della lingua. Junot Díaz riporta fedelmente nella scrittura lo spanglish, il modo abituale di parlare dei dominicani negli Stati Uniti: un misto fra inglese e termini nativi, senza note né glossario che ne lascino intendere il significato, una scelta narrativa (mantenuta anche nella traduzione italiana) che permette al lettore di entrare nel personaggio a partire dalla sua stessa voce.

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