È da lì che viene la luce

È da lì che viene la luce

Ludwig Von Trier, barone tedesco quarantenne, ha abbandonato la casa natìa per allontanarsi da una famiglia glaciale: madre affettuosa ma debole di fronte alla freddezza feroce del marito, che da sempre considera Ludwig un inetto, un figlio di cui non potersi vantare. Sceglie Taormina, come seconda vita, dove la sua professione di fotografo ha a disposizione tutta la meraviglia paesaggistica e monumentale della Magna Grecia di cui la Sicilia è prezioso scrigno. Per le sue fotografie sceglie modelli e modelle del posto. Durante una delle sue sessioni, mentre sta fotografando Agata, tipica bellezza autoctona, Sebastiano Caruso, figlio della sarta del paese, li osserva di nascosto. Cosa sarà mai il marchingegno sconosciuto che quell’uomo alto e dall’accento straniero tiene tra le mani? Per giorni il giovane segue il fotografo fino a quando Ludwig si accorge della sua presenza e gli rivolge la parola. Da quel momento, Sebastiano seguirà il barone come assistente/modello, scoprendo di avere talento per la fotografia e restituendo al barone la sensazione nuova dell’attrazione e dell’amore. Siamo in piena alluvione fascista, il fratello di Sebastiano è una camicia nera molto convinta, Agata è gelosa di Sebastiano che le ha soffiato il posto e il guadagno di modella: miscela che deflagrerà in tutta la sua potenza…

Emanuela E. Abbadessa, che scrive su “la Repubblica” e “Il Secolo XIX”, è scrittrice e saggista. Per questo suo terzo (e bellissimo) romanzo si è liberamente ispirata alla vicenda del fotografo tedesco Wilhelm Von Glöden. Siamo in piena epoca fascista, già per questo in un’Italia sottomessa ad un governo che reprime e oscura, in una Sicilia chiusa e terribilmente retrograda, dove il “diverso” è il diavolo e come a un serpente gli si deve schiacciare la testa. L’amore è cosa tra uomini e donne, non vi sono deroghe, non esistono eccezioni. Lo sa bene anche Elena Amato, la governante di Trier, che ha cancellato la parola amore dopo essersi perdutamente innamorata di Benedetta, amore quindicenne brutalmente interrotto dal padre della ragazza. Gli uomini non amano gli uomini, non accarezzano i ragazzi, non tremano quando sono loro vicini; la natura ha imposto leggi differenti. Ludwig lo scoprirà in una maniera barbara, che lo sconvolgerà a tal punto da rifiutare di curarsi dal peggioramento della sua malattia cronica. Storia coinvolgente, che ha ancora purtroppo un seguito quasi un secolo dopo. Non basta una bella storia però a rendere un libro qualcosa di prezioso e di artistico. Abbadessa infila il lettore a tutto tondo non solo nella storia ma nell’epoca. E come? Con una preparazione e una ricerca eccellenti, utilizzando un linguaggio adattato all’epoca (non crediate sia facile), con una mano delicata e lirica nella descrizione del paesaggio e tuttavia potente. Il romanzo scivola tra le mani e affama di parole gli occhi. Una di quelle storie che si vedono come in una diapositiva (o in una fotografia!), uno di quei libri in cui vorresti entrare per offrire il tuo aiuto.



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