È nato prima l’uovo o la farina?

È nato prima l’uovo o la farina?
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“Sono pieno come un uovo”: quante volte ci è capitato di dirlo? Tante, immagino, e altrettante abbiamo detto “Non girare la frittata” o altre frasi fatte che contengono la parola uovo. Carlo Cracco forse non le dice, ma ha sublimato la fascinazione di questo alimento, primitivo e misterioso se vogliamo – senza uovo niente gallina e senza gallina niente uovo – facendone il suo feticcio. In questo libro a dire il vero gli ingredienti che racconta sono 11: il limone, i ceci, il pomodoro, il riso, il latte, le mele, la farina, le patate, l’insalata, i funghi e naturalmente le uova. Di ogni alimento ci racconta un po’ di storia, da dove viene come si è cominciato ad usarlo e come si usava e come possiamo usarlo adesso. Possiamo passare dalla Passatina di ceci ‒ una delizia assoluta che rappresenta bene la semplicità e il gusto della cucina mediterranea e contadina ‒ strizzando inconsapevolmente l’occhio alla cultura vegetariana o addirittura vegan, ad un piatto che è degno della migliore cucina della festa, lo Stinco di vitello al limone candito con agretti e pepe verde. O se abbiamo voglia di qualcosa che sia semplice e gustoso, c’è la Zuppa di patate e ortiche. Primi piatti e secondi piatti unici o specialità: fra queste 60 ricette di sicuro ciascuno può trovare quella giusta per sedersi a tavola con un sorriso e una gran soddisfazione…

Al sesto libro Carlo Cracco, chef stellato, ristoratore di successo e “divo” televisivo, ha ancora delle cose da dire dopo averci insegnato a fare i fighi usando lo scalogno, visitato le cucine regionali, sezionato il panettone con Davide Oldani, (riferimenti ai suoi titoli precedenti, ovviamente) ma ha voluto stupirci lavorando “per sottrazione”. Ha selezionato undici ingredienti, tutte cose che normalmente abbiamo in casa, niente di particolarmente strano o difficile da trovare e in questo travolgente È nato prima l’uovo o la farina? ci spiega come trattarli per ottenerne il massimo sia in termini di qualità nutrizionali, sia in termini di gusto: che è poi quello che ci si aspetta da uno chef del suo calibro. Lo ha fatto proponendo alternativamente ricette semplicissime ad altre leggermente più elaborate ma sempre fattibili anche da chi non è ferratissimo in cucina. Discorso a parte vale per l’uovo: il suo signature dish ‒ l’uovo marinato – è appunto come lui stesso dice una specie di firma e si intuisce dalle parole che usa al riguardo nella presentazione, praticamente una dichiarazione d’amore. Un libro piacevole da leggere per passatempo o cultura personale ma soprattutto da tenere a portata di mano per avere qualche idea: la cucina ahimè quando diventa un obbligo – pranzo e cena sette giorni su sette – ogni tanto ha bisogno di una “spintarella” e cosa c’è di meglio che lasciarsi ispirare e portare in tavola l’idea di un grande chef? Interessante l’idea di apporre una nota a fine ricetta in cui Cracco suggerisce le eventuali varianti in caso di ingredienti di non immediato reperimento.



 

 

 

 
 
 
 

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