È stato breve il nostro lungo viaggio

È stato breve il nostro lungo viaggio
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Mercoledì 6 aprile 2016, Milano. C’è traffico sulla tangenziale mentre Cesare Forti la percorre per tornare a casa. Il cellulare squilla, è sua moglie Margherita. Lo esorta a non tardare, fra pochi giorni ci sarà la festa per la Prima Comunione di Maya, la loro bambina. C’è ancora molto da mettere a punto, gli inviti da mandare, le prove del vestito. Cesare la rassicura, tornerà in tempo. Sa sempre cosa dire per tranquillizzarla. In fondo non ha scelta. Deve assecondare il ruolo che recita da tutta la vita, quello di marito infallibile e padre modello. Cesare è il guru dell’industria chimica, l’uomo da copertina patinata che si è fatto da solo, che non deve chiedere mai, che dispensa ordini, da tutti amato e ammirato, una “confezione perfetta” che cela in realtà un fragilissimo equilibrio. Il display dell’automobile si illumina di nuovo, Cesare capisce dalle prime cifre del numero che è lei. Alma, la giovane, misteriosa traduttrice che ha sconvolto la sua vita. Incomprensibile e sfuggente, lo ha stregato con la sua “melodia bellissima e straziante”. Lo aspetta venerdì alle diciassette, al solito posto. Dovrà inventare una scusa per non partire con Margherita e Maya venerdì sera. Dirà di dover lavorare, sì, le raggiungerà il sabato…

Da una bellissima e struggente poesia di Montale prende il titolo l’ultimo romanzo della scrittrice milanese Elena Mearini. Se il grande poeta richiamava il “vuoto a ogni passo” dopo la perdita di Mosca, allo stesso modo di un vuoto si parla nella storia di Cesare Forti, una voragine nerissima e profonda che si scoperchia quando un evento drammatico – una colpa, una tragedia tuttavia quasi provvidenziale – incrina la sua vita apparentemente perfetta. Una vita dalle basi fragili, che da sempre “non sceglie, ma asseconda”, un bel vestito inappuntabile da adattare ad ogni situazione. Una vita costruita sulla necessità di trovare conferme, soffocata fra le responsabilità di una famiglia cui l’uomo non può mostrarsi per come realmente è e la volontà di evadere che si sublima nella passione soverchiante per Alma. Cesare si trova a fronteggiare una totale e disarmante solitudine che lo mette a nudo senza alcuna pietà. La vicenda si snoda nell’arco di un solo mese, giusto il tempo necessario perché Cesare possa perdersi e ritrovarsi, complice un ragazzino dal ciuffo biondo che lo aiuterà a potersi finalmente contemplare come padre e, soprattutto, come uomo. La lucida narrazione di Cesare si alterna ad una seconda voce femminile, altrettanto potente e problematica. Ad un linguaggio lavorato, evocativo, ricco di efficaci e non di rado sorprendenti metafore, si accompagna l’acuta sensibilità della Mearini nel delineare psiche “al limite”, scavando nella più segreta e torbida intimità dei personaggi – l’autrice non è estranea a realtà di sofferenza: conduce laboratori di scrittura in comunità e centri di riabilitazione psichiatrica e nei suoi precedenti lavori ha raccontato di violenza domestica, anoressia, disagio psichico. Una storia introspettiva, trama lineare e risvolti profondi, tinte noir e gusto amaro, in grado di suscitare più d’una riflessione e un senso di vaga, avvolgente malinconia.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER