Évelyne – Il mistero della donna francese

Évelyne – Il mistero della donna francese

Novara, gennaio 1904. Deodato Marchini, commissario di seconda classe, sta provando il suo nuovo cappotto. Si sente fortunato, Marchini. Non tanto per il suo nuovo, elegante e costoso capo d’abbigliamento, quanto per aver conosciuto Tina. È bellissima Tina, con quei suoi capelli biondi, i suoi occhi scuri e intensi: ancora più bella quando è concentrata nel tentativo di sistemare l’orlo del suo pastrano nuovo. Sì davvero fortunato ad averla conosciuta e per di più a vivere nella pensione gestita da quella donna meravigliosa, con cui condivide la passione per la lettura. Certo, dovrebbe avere più coraggio, tirarla a sé e baciarla. Non può! Non può perché Tina ha un altro innamorato o quanto meno un altro uomo che aspira a diventare il suo innamorato: il maggiore Otto Stoffel. Sarà la donna a decidere, a scegliere chi sarà il suo compagno di vita e mai Marchini potrebbe forzare tale decisione. Tina non è solo bella: è brava con le faccende domestiche, è buona e sempre pronta ad aiutare gli altri. Una delle sue migliori amiche è Elena Arnaud, la moglie del generale Arnaud, che poverino si è preso un colpo di pistola e da quel giorno è relegato su una poltrona. Tutti i giorni Tina cerca di portare conforto a quella povera donna, stremata dalla stanchezza e dal dolore. Quel giorno, però, donna Elena, nonostante le sofferenze, è allegra perché, lei e Tina hanno un magnifico progetto: allestire un piccolo laboratorio di sartoria, dove far lavorare le ragazze madri. Le donne imparerebbero il mestiere ricevendo affetto e un piccolo stipendio. La signora Arnaud ci mette il capitale e la bella Tina le sue conoscenze sartoriali. La stanza l’hanno già affittata, è bella, ariosa e luminosa, nel cortile di via Negroni. L’impianto elettrico è installato, i tavoli anche, le macchine già ordinate e in arrivo. Intanto il commissario Marchini, arriva in prefettura, dove non c’è granché di cui occuparsi, se non una rissa di poco conto e un probabile giro di banconote false. Ben diversa la questione che deve sistemare il maggiore Stoffel: una brutta storia di ammanchi, che il generale conte De Viry gli chiede di risolvere senza creare scandali. Ma la tranquillità a cui la città è abituata inizia a essere minata da fatti sconcertanti: un neonato trovato senza vita, un carrettiere stranamente morto e poi durante una cena all’albergo Tre Re, tra i signori della prefettura e non, qualcuno nota una donna bellissima e sola: la splendida, misteriosa – e per certi versi inquietante – Évelyne…

Quella serie di spiacevoli e spaventosi eventi che travolgono la tranquilla Novara preoccupano tutti. Tra l’altro accadono proprio quando la bella e conturbante Évelyne, con il suo piccolo viso, quel naso leggermente alla francese, quella stramba ma seducente bocca e quegli occhi azzurri tendenti al viola, arriva a stravolgere la quiete della città. Criticata e ammirata e a un certo punto quasi associata a quella strana e nefasta serie di accadimenti. Fatalità? Oppure la presenza della affascinante dama e della sua governante ha qualcosa a che vedere con l’orrenda sequenza di delitti? “Oh la la, quel bel officier” è la prima frase pronunciata da Évelyne a Stoffel, preludio di un intreccio che si rivelerà alquanto complesso. Nell’ultimo romanzo di Marco Scardigli, Évelyne Il mistero della donna francese, ritroviamo i personaggi già proposti dall’autore in Celestina il mistero del volto dipinto: Deodato Marchini, delegato di Pubblica Sicurezza, uomo integerrimo, responsabile, amante dei libri. Ad affiancarlo nelle indagini per l’efferato delitto di Celestina, una prostituta di alto bordo, Otto Staffel, capitano dell’esercito, pessimista e dedito alla bottiglia. A fare da collante tra i due uomini Ernestina, detta Tina, di cui entrambi presto si innamorano. Personaggi già ben delineati nel precedente romanzo, ripresi nella loro interezza in Évelyne, che è un proseguo delle storie di vita dei tre protagonisti. Una narrazione ispirata, in parte, a fatti realmente accaduti nella Novara del 1920, quella scritta da Scardigli, che ha dato vita ad un romanzo dalla trama ben strutturata, in cui i personaggi sono magistralmente inseriti. Évelyne Il mistero della donna francese è uno dei sei libri finalisti del Premio Bancarella 2019, il cui vincitore sarà decretato il 21 luglio 2019. Évelyne è uno spaccato di vita della Novara dei primi del ‘900, che emerge dalla penna fluida e non banale dello scrittore piemontese, capace di dare risalto alle emozioni dei protagonisti, attraverso i dialoghi e i pensieri e lo snodarsi di un racconto tinto di giallo intenso.



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