Čechov inedito e segreto

Čechov inedito e segreto

Quando, a distanza di molti anni, torni a sentire raccontare la sua esistenza dalla voce affabile di questo raffinato erudito, non si può contenere una reazione di sorpresa, un senso di smarrimento. L’Anton Čechov che prende forma, pagina dopo pagina, è figura insolita e diversa rispetto a quella che conosci o che credevi di conoscere. Il temperamento garbato e cortese, freddo e distaccato del medico che annota i sintomi della malattia senza alcuna forma di coinvolgimento emotivo cedono il posto ad una febbrile adesione alla vita, a un’appassionata attenzione applicata ad ogni suo singolo dettaglio. Il viveur affascinante e charmant che le donna amano senza venire ricambiate, assume ora i contorni di un amante coinvolto e per nulla insensibile al fascino femminile. Aderisce con indole gioviale ad ogni manifestazione della vita, anche quando il morbo della tubercolosi gli flagella prima la stagione adolescenziale e poi quella della maturità. Ama scherzare, si diletta ad affibbiare buffi soprannomi a famigliari e conoscenti. Ma soprattutto svolge la sua professione di medico con generosità e si lascia ancor più apprezzare dai suoi contemporanei per gli indomabili slanci umanitari che contraddistinguono l’indole di un uomo, di un medico e di uno scrittore di cui Tolstoj non a caso ebbe a dire: “Prendeva dalla vita ciò che vedeva, indipendentemente dal contenuto di ciò che vedeva”…

Sono ormai ben più di quarant’anni che Viktor Gaiduk – nato a Mosca nel 1944, dove è docente di Storia presso la locale Accademia delle Lingue, è stato direttore di quella Russa delle Scienze e ha presieduto l’Associazione Russia-Italia – scrive saggi letterari e collabora con le maggiori riviste di storia e filologia. Eppure ogni volta che leggi un suo nuovo testo ricavi l’impressione che egli perseveri tutt’ora a interrogare le discipline culturali, continuando ad approfondire una padronanza e una conoscenza della materia di volta in volta affrontata, che chiunque riterrebbe di per sé già esaurita, portando in luce aspetti inediti e capaci ancora di dire qualcosa che fino al dato momento nessun altro studioso aveva ancora raccontato. Se siete degli amanti della letteratura russa dell’Ottocento, dei cultori della vicenda umana oltre che artistica di Anton Pavlovič Čechov, o anche semplicemente dei lettori curiosi di conoscere la storia del grande scrittore e drammaturgo russo, vi segnaliamo la presenza sugli scaffali delle librerie di questo nuovo agile volumetto di 149 pagine, nel quale Gaiduk ci consegna la scoperta di un Čechov dal piglio del tutto insolito. Si tratta di una rievocazione assai appassionante e capace di darci quel surplus di realtà, di profondità conoscitiva che la solida compostezza formale di molti profili critici ci vietano, nella loro austera e meccanica prevedibilità. Scritto con un tono accattivante e immediato, il testo risulta interessante per la lucidità con la quale, la massima intensità raggiunta nella curvatura interna di una verità esistenziale rende essenziale e utile ancora oggi la figura di Čechov.



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