’O maé

’O maé
Scampia. Periferia nord di Napoli. Filippo è il figlio del Falco, camorrista rinchiuso a Poggioreale, fratello di Carmine, braccio destro di Tony Holliwood, e lavora nel Sistema come sentinella ai Sette Palazzi. Un pomeriggio  di settembre lo zio Bianco, il panettiere, lo porta a conoscere la scuola di judo del maestro Maddaloni, un’oasi di "guerrieri in pigiama" che si sfidano nel Dojo a colpi di ushiro ukemi, yoko ukemi, uki gary. Poco distante, le Vele. Terra di Filippo, Pasquale e Armando, in cui l'attrazione numero uno, oltre ai fabbricati con le cancellate blindate anti-retata, sono gli spacciatori di sogni. Adiacente all'appartamento di Filippo, che condivide con la madre, Carmine "il Ninja" - soprannome belligerante affibbiato al fratello perché "mena come un guerriero giapponese" - ha occupato una casa sfitta, ed una stanza l'ha trasformata nel suo ufficio di lavoro, una palestra in cui allena il fisico statuario e agile, prerogativa per uno che di mestiere fa il riscossore di credito per conto della Camorra. "’O convincente", lo chiama Filippo, "il campione del mondo" in quella terra di disoccupati e affiliati...
’O maé. Storia di judo e di camorra di Luigi Garlando - giornalista della “Gazzetta dello Sport” - è uno splendido affresco raffigurante l'esistenza di figure antropomorfe e soggetti sociali che promuovono, attraverso lo sport, valori come la solidarietà e la crescita collettiva. In una complicata mappa geo-culturale si riordinano i tasselli di una socialità violenta e subculturale, e la forza di Garlando sta nel recuperare le storie di quotidianità minimizzate e stereotipate nella ricostruzione di una vita di periferia molto spesso confinata nel patologico e trasformarle in un romanzo vincente. Un volume scritto con linguaggio piacevole, con richiami a termini gergali appartenenti al panorama calcistico e marziale. Una massiccia dose di modelli etici scorrono nelle vene del lettore, che, e non potrebbe essere altrimenti, ingurgita saperi e conoscenze sportive e valoriali, cercando tra le righe un'overdose di riscatto sociale.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER