101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano

101 segreti che hanno fatto grande l’impero romano

Quinto Valerio Sorano era un uomo colto, di prestigio, trattato con deferenza e ammirazione dai suoi concittadini, finché commise l’errore di scrivere un’opera inaccettabile: Epoptidon. Nel volume infatti osò rendere noto l’arcano nome di Roma, un nome segreto, prezioso, accessibile solo ai sacerdoti, in quanto secondo la leggenda chi conosce il nome reale di una cosa ha il potere di distruggerla. La celebre città corse quindi un gran rischio se si dà credito a tale aneddoto. Roma è forte, irraggiungibile e sono numerose le storie che la riguardano, ad esempio il servizio postale creato dall’imperatore Augusto e costituito da un gran numero di corrieri, stazioni postali, simboli esplicativi utili per distinguere i messaggi privati o pubblici da quelli militari. E ancora vale ricordare la nomina per adozione del prode Traiano stabilita dal lungimirante Nerva, infrangendo per la prima volta la successione dinastica seguita fino ad allora, una innovazione che ha garantito all’impero quasi un secolo di governo illuminato proprio attraverso questa procedura di nomina. Si racconta che il tribuno Elio Adriano sia stato inviato in Germania per comunicare la notizia al neo imperatore, comunicazione che effettuò in seguito a una rocambolesca corsa a perdifiato, necessaria dopo la rottura del carro che lo trasportava. Degna di stima e di un ricordo imperituro la figura del nobile e valoroso Agrippa, braccio destro di Augusto e grande conquistatore in nome dell’impero…

101 episodi, o come li definisce Andrea Frediani 101 segreti, che offrono spunto per spiegare le ragioni che hanno portato un impero vasto e multiforme come quello romano alla grandezza. Eventi storici ma non solo, fatti reali e leggende si mescolano in questa raccolta. Un testo interessante e allo stesso tempo divertente, di veloce consultazione, arricchito da illustrazioni, adatto anche ai più giovani, ad esempio come appoggio per le ricerche scolastiche. Uno strumento per sfatare alcuni luoghi comuni e correggere il tiro di certe nozioni oramai superate: “Si fa una certa fatica a liberarsi del luogo comune secondo il quale i primi cristiani vivevano nascosti nelle catacombe, perennemente ricercati dalle guardie dell’imperatore. Esso non è minimamente attestato dalle fonti né dai rinvenimenti archeologici”. E non solo: “Vi è mai capitato di notare qualche staffa appesa ai cavalli dei romani, nei film su Roma antica? Bè, nel caso ne abbiate viste sappiate che a quei tempi non esistevano. Si ha notizia della loro comparsa, almeno in Occidente, nel IX-X secolo, quindi ben oltre la caduta dell’impero romano d’Occidente”. Testimonianze dell’ingegno di un popolo che ha saputo spingersi oltre i limiti culturali e spaziali e soggiogare sovrani ed eserciti in ogni angolo della terra conosciuta. Artefice di idee e tradizioni di cui ancori oggi si godono i frutti. Frediani tiene fede alla sua vasta conoscenza storica, costruita attraverso una lunga esperienza come saggista e giornalista, riuscendo a dare vita a un libro che dovrebbe trovare posto sullo scaffale di ogni libreria.



 

 

 

 
 
 
 

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