11 fermate, 12 persone, un solo viaggio

11 fermate, 12 persone, un solo viaggio
Avete mai provato a prendere un autobus senza particolare fretta e a godervi il tragitto captando più storie possibili dalle persone che vi stanno intorno? Beh, questo è quello che fa la giovane Martina, diretta di prima mattina dall’altra parte della città, anzi, oltre la città, ma senza fretta, pronta a scendere a qualsiasi fermata del bus la attiri per non so che particolare ragione e a intercettare stralci di vite belle, intense, tristi ma in ogni caso tremendamente reali. Come la storia di Remigio, che, orfano da piccolo, riesce a finire gli studi grazie agli aiuti economici di un inquietante zio che si è installato a casa sua e, a sua insaputa, ha una relazione con sua madre; terminata la facoltà di economia, il ragazzo ottiene senza problemi l’ingresso al master che più desiderava e un ottimo posto in una grande azienda, finchè non scoprirà che non sono state le sue pur buone qualità a fargli raggiungere la sua posizione. O la storia di Alessandro, giovane ragioniere vessato dalla padrona di casa che scarica su di lui la pressione di una vita di solitudine; vicenda vista dagli occhi di una vicina, l’unica in tutto il quartiere a esprimergli la doverosa solidarietà. O quella di Michela, tipica ragazza-modello che aspira a una vita invidiabile seguendo i diktat bigotti dei cattolicissimi genitori: conquisterà di sicuro tutto quello che vuole, ottimi voti, una carriera, un fidanzato perfetto da portare all’altare..e magari anche un esaurimento nervoso galoppante per tutta la vita, ma questo non conta. Per non parlare poi della donna senza nome che, giunta allo stremo della sopportazione, minaccia di morte il suo capo, il quale l’ha tormentata per anni con frasi offensive e proposte sessuali, costringendola allo stesso posto da segretaria nonostante la laurea e gli anni di gavetta, obbligandola a evitare la maternità per anni e anni, finchè a evitarla del tutto ci s’è messa la chemio; come se essere donna fosse una condanna, una colpa da espiare. Episodi e personaggi si susseguono ma per Martina c’è anche tempo per soste in quartieri residenziali o per un giro rapido tra le vie del centro per trovare la guglia di una chiesa nascosta tra i palazzi; e poi via, ecco che continua a cercare altre storie...
Il viaggio di Martina è un viaggio attraverso un’Italia piena di contraddizioni, che nonostante anni, lotte, e conquiste culturali, trasuda bigottismo e pregiudizi, che ha ancora paura dell’altro, del nuovo, dello “strano”. Un’Italia in cui è all’ordine del giorno che una donna non riesca a realizzarsi come tale, a fare una famiglia e a avere una carriera e a mantenerla senza “compromessi”, un’Italia impregnata di logiche mafiose in cui continuano a andare avanti quelli che “conoscono”, quelli che “possono”. Attraverso gli occhi di una bambina è raccontato un piccolo mondo provinciale che inquadra quella che è una realtà più grande, e a tratti spaventosa, nella quale siamo immersi tutti quanti, dallo studente al pensionato. 11 fermate, 12 persone, un solo viaggio offre un campionario di storie-tipo che può capitare di ascoltare durante un qualsiasi tragitto in autobus, ritratti di persone simili a tante che magari percorrono con noi le stesse strade tutti i giorni e a cui neppure facciamo caso: racconti che fanno pensare. Il che, coi tempi che corrono, è un bene raro.

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