2010: Odissea due

2010: Odissea due
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

È passato qualche anno dalla scoperta di un antico monolite alieno sulla Luna e dalla disastrosa spedizione verso Giove della astronave statunitense “Discovery” sulle tracce della civiltà responsabile della creazione del manufatto. Heywood Floyd - allora presidente del CNA, ora dopo le dimissioni un semplice professore universitario - viene avvicinato da Dimitri Moisevitch, un pezzo grosso dell’Astronautica sovietica. I russi sono al corrente che i lavori di costruzione della “Discovery II” vanno a rilento, mentre la partenza verso Giove della loro astronave “Alexei Leonov” è invece imminente, e vogliono stringere una alleanza con gli americani. Anche perché ci potrebbe essere qualcun altro che vuole arrivare primo al rendez-vous con il relitto della “Discovery” e con i misteriosi alieni costruttori di monoliti che si celano tra le lune di Giove...

Va bene che l’idea che nel 2010 esista ancora la gloriosa Astronautica sovietica mette di buonumore il lettore (o almeno mette di buonumore me) e che l’intuizione su una Cina superpotenza spaziale è profetica, ma 2010: Odissea due è veramente un romanzo sgangherato e tremendamente noioso, un sequel per niente degno di una delle storie-cardine della letteratura fantascientifica. Due indizi del resto ci facevano sospettare qualcosa prima ancora di iniziare la lettura: in primo luogo il romanzo è uscito nel 1982, ben 14 anni dopo il primo capitolo della saga, e alla base della scelta di Clarke di tornare a occuparsi di Hal 9000 & co. a quanto pare c’è stato soprattutto un calcolo economico. In secondo luogo tecnicamente non si tratta affatto del sequel del romanzo del 1968, bensì dell’omonimo film di Stanley Kubrick. Ma come, uno passa più di un decennio a commiserare il fatto che il cineasta newyorchese sia stato costretto a “spostare” la missione dell'astronave Discovery dall’originario Saturno a Giove perché il pianeta con gli anelli avrebbe rappresentato una sfida improba per i tecnici degli effetti speciali dell’epoca, e poi tu autore  vai a modificare la trama non del primo romanzo (il che avrebbe avuto anche un senso, essendo il libro uscito in contemporanea col film) ma del sequel? Mistero. Comunque, a una prima parte compassata e pedante tutta basata sull’esposizione della vita a bordo della “Cosmonauta Alexei Leonov” che – sebbene claustrofobica per i più - potrebbe comunque piacere molto a chi ha amato film come Mission to Mars, segue una seconda parte del romanzo davvero sconclusionata e improbabile, che mette a dura prova anche il fan “duro e puro” dei feti spaziali e dei monoliti neri. Nel 1984 Peter Hyams ha tratto un film dal libro, intitolato 2010 L’anno del contatto e interpretato da Roy Scheider ed Helen Mirren.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER