2081

2081

Gemma non ha dubbi: da lì a poco sarà morta. Non per cause naturali, non per vecchiaia, sfinimento, stanchezza, malattia, no. Morta ammazzata. Come, resta ancora da decidere. Alcuni propongono un rogo, altri sostengono che ci vorrebbe la mordacchia, strumento di tortura che prese piede nel periodo dell’Inquisizione, altri ancora sono più favorevoli alla garrota, un macchinario che provoca la morte per strangolamento e che fu usato specialmente in Spagna nel periodo franchista. Il dibattito è acceso, continua, si dilunga. Gemma non riesce a carpire ogni cosa, ma quello che ha sentito è già abbastanza ed essendo lei che deve morire, non può far altro che svenire. Alla fine, non sa come è morta, e pazienza. Sa che è stata accusata di aver tentato di educare le giovani generazioni, di aver sostenuto la possibilità del libero pensiero e soprattutto, di non essersi piegata alla volontà altrui. Quello che sa è che ora si trova in un nonluogo, uniforme, sui toni del grigio, dove non ha alcun punto di riferimento, uno spazio vastissimo. Sembra la Terra, adesso che guarda con attenzione e i suoi occhi si sono abituati all’atmosfera dilatata e sgretolata, una Terra color fumo. Ecco figure in movimento, circondate da un alone luminescente, che parlano tra loro. Gemma non capisce. Finché si sente percorsa da un brivido ed una voce alle sue spalle le dà il benvenuto...

2081 è un romanzo scritto a quattro mani da Gianni Vacchelli e Maristella Bellosta, autori anche di Eutopia, edito sempre da Mimesis Edizioni e nel quale già potevamo ritrovare alcuni elementi che in questa opera vengono riproposti con forza. In una realtà distopica nella quale ogni cosa è talmente alterata e sconvolta da far risultare vivo il regno dei morti e morta la terra dei vivi (che è diventata un regno oscuro), Jack e Gemma, e altri con loro, continuano a combattere a favore della libertà di pensiero. Perché è la capacità di pensare che manca agli umani, ridotti sempre più a meri esecutori, in una realtà di deprivazione che è tale proprio perché mancante del processo di trasmissione ed elaborazione delle conoscenze, da cui sgorgano la creatività, la poesia, la letteratura, l’arte, tutte le opere dell’ingegno che nascono dalla coscienza e dalla sensibilità. Perché nel 2081 non si sente e non ci si sente più e meno che meno si accoglie l’altro. Vengono anche proposte possibilità di contaminazioni con realtà parallele, senza alcuna esclusione, come se l’energia, data dalla cultura e dalla voglia di conoscere senza paura, sia universale e capace di collegare forme e persone tra loro differenti. Grande attenzione è stata posta al linguaggio, che sostiene sempre la trama e crea l’atmosfera cupa e fumosa del romanzo, che a volte però disarma, confonde.



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