2084 - La fine del mondo

Lontano futuro. Ati è ricoverato in un sanatorio sui lugubri monti Ouâ, ai remoti confini dell’Abistan. Non c’è comunicazione con il mondo esterno. Nessun estraneo viene mai all’ospedale, tranne i pellegrini che due volte l’anno attraversano la regione del Sîn e fanno sempre una tappa là in cerca di calore e viveri per il viaggio. È bellissimo parlare con loro, perché portano notizie dei loro luoghi d’origine, e in un Paese così vasto e sconosciuto come l’Abistan quelle notizie sono un bene prezioso, sempre che naturalmente non siano considerate pericolose o eretiche. I pellegrini sono gli unici autorizzati a viaggiare, ma quando possono partire lo decidono le autorità, scegliendo da liste infinite e seguendo criteri imperscrutabili: poi, una volta partiti, devono seguire itinerari fissi dai quali è vietato deviare. Sull’osservazione della legge vigilano drappelli di soldati che osservano, contano, controllano e in caso puniscono severamente: Yölah è grande e Abi è il suo fedele Delegato. Non si tratta (non soltanto, almeno) di restrizioni cervellotiche: il Paese è in uno stato di guerra costante, il nemico è ovunque ma non si sa da dove venga né che faccia abbia. Si sta all’erta, si parla sottovoce dei makuf, i rinnegati, seguaci del malvagio per antonomasia, Balis. Esistono davvero? Ogni tanto qualche pellegrino racconta di aver incrociato colonne di prigionieri nemici, quindi le voci debbono essere vere per forza. E poi come spiegare la sparizione di intere carovane di pellegrini e il ritrovamento dei loro cadaveri qualche giorno dopo sgozzati, mutilati e spogliati delle armi se non con la presenza di un misterioso nemico? Nell’oscurità delle corsie del sanatorio, squassato da brividi di febbre e paura, Ati è lentamente guarito dalla tubercolosi a forza di aria gelida, pillole confezionate alla buona e talismani. Ha riacquistato un po’ di colorito e di forza, ha smesso di sputare sangue e tossire, ha ricominciato a dormire la notte invece di passare le ore ad ascoltare i gemiti soffocati dei ragazzini più glabri e avvenenti, regolarmente stuprati dagli ammalati più viziosi. Dopo aver passato più di un anno a rimuginare, per Ati è arrivato il momento di tornare a casa…

Una grande Guerra santa, la Shar, che ha ridotto il mondo a una distesa di rovine e cadaveri, talmente tanti che per decenni dopo la fine delle ostilità il mestiere più popolare è stato quello di becchini itineranti. Enormi crateri, mostruosi cumuli di ferraglie contorte, vaste aree proibite cinte da rozze palizzate in cui il terreno arde in eterno di fuochi iridescenti e crepitanti che fanno piagare la pelle e sanguinare il naso anche a distanza. Sugli antichi cartelli commemorativi affissi accanto alle vestigia della Shar c’è sempre una data: 2084. L’inizio o la fine della guerra? Forse. Oppure la data di nascita di Abi, o l’epoca in cui è stato illuminato dalla luce divina, a cinquant’anni. O magari la data in cui il Paese è stato ribattezzato Abistan, o meglio ancora quando Dio ha preso il nuovo nome di Yölah. Nessuno lo sa, comunque. Si sa solo che Abi, la cui gigantografia è affissa su ogni muro da un capo all’altro dell’Abistan, vive in un palazzo nel centro di Qodsabad, circondato da centinaia di guardie del corpo armate fino ai denti, e che a sua parola è legge. Ecco le premesse della raggelante distopia creata dall’algerino Boualem Sansal, fiero oppositore del fondamentalismo da decenni e per questo minacciato più volte di morte, oltre che bandito dalle patrie librerie, mentre in Francia è una star. I riferimenti a regimi islamici integralisti come l’Arabia Saudita o l’ISIS in questo 2084 - La fine del mondo sono evidenti e voluti, malgrado l’Avvertenza in esergo, e altrettanto trasparente è il richiamo al capolavoro di George Orwell 1984. E non ingannino i tratti surreali, persino un po’ kafkiani della cervellotica struttura sociale dell’Abistan: quella di Sansal non è una favola allegorica né una satira, è una orazione civile, un disperato grido d’allarme e di angoscia, forse addirittura una richiesta d’aiuto.



 

 

 

 
 
 
 

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