24 hours

24 hours

Laurie arriva all'ospedale con l'ambulanza assieme ad altri feriti, tutti ospiti del Forest Lodge, rinomato albergo nel Devon che è bruciato in circostanze poco chiare proprio mente lei e la sua amica Emily si apprestavano a passarci il weekend per dimenticare, anche se per poco, gli assillanti problemi quotidiani. Laurie infatti deve gestire una difficile e dolorosa separazione dal turbolento marito Sid, nonché una pseudorelazione con Mal, affascinante uomo conosciuto in un pub alle prese con una ex moglie un po’ paranoica. Sua madre quel fine settimana si era offerta di portare la sua bambina, Polly, a Eurodisney, quindi quale migliore occasione per Laurie per rilassarsi in compagnia della sua migliore amica fin dai tempi del liceo? Tutto però si è trasformato in un incubo. Di Emily nessuna notizia: l’incendio si è propagato proprio dalla stanza dove le due alloggiavano, mentre Laurie, su richiesta dell’amica, si assentava per andarle a prendere dalla macchina le pillole per l’emicrania. Al suo rientro ha trovato la porta sbarrata dall’interno, mentre il fumo si faceva sempre più intenso. Coincidenza o qualcuno ha appiccato il fuoco volontariamente? Le due donne quel giorno, nel tragitto da Londra al Devon, erano già state inseguite da qualcuno in moto che aveva cercato di mandarle fuori strada. Sicuramente non era Emily la destinataria del fuoco, ma lei, Laurie ne è più che sicura. E se qualcuno la vuole morta, anche sua figlia Polly è in pericolo. Di li a ventiquattro ore, la piccola e sua nonna saranno alla stazione di Londra di ritorno da Parigi. Laurie deve assolutamente uscire da quell’ospedale per raggiungerle, prima che lo faccia qualcun altro. Ma chi? La prima, e più attendibile opzione, non può essere che Sid...

È una carriera piuttosto eclettica quella della londinese Claire Seeber, che prima di dedicarsi anima e corpo alla scrittura di thriller (carriera che a detta di lei si concilia benissimo col suo ruolo di mamma), ha tentato di sfondare nel cinema come attrice (ottenendo però scarsi risultati), ha lavorato come regista di documentari e programmi televisivi di vario tipo, ed è stata redattrice presso testate di grido come il “Guardian” e il “Telegraph”. 24 hours è il suo settimo romanzo ma rappresenta l'esordio assoluto dell'autrice nel nostro Paese: un libro che non presenta sicuramente una trama originale, ma che risulta tutto sommato gradevole. Thriller ben costruito, ha un discreto ritmo e ci regala qualche sorpresa intrigante al di là degli innumerevoli depistaggi disseminati lungo il percorso. Non ci sono dubbi sull’arco temporale della storia ‒ una giornata, appunto, raccontata in prima persona dalla protagonista in fuga ‒ nella quale ogni singola ora è intervallata da un capitolo che attinge al passato e chiarisce pian piano gli eventi che hanno preparato il terreno alla rocambolesca vicenda. Tutto comincia da una storia d’amore, dal rapporto viscerale tra Laurie e Sid, pittore in ascesa, il perfetto stereotipo dell’artista bello e maledetto: un uomo troppo complicato da amare, troppo ombroso da riuscire a decifrare. Una storia di quelle che lasciano il segno, un sentimento talmente intenso da diventare quasi “tossico”, finendo per contagiare chiunque graviti intorno alla coppia. Violenze domestiche, figli sballottati a destra e a manca, gelosie e tradimenti: ma il finale, così come l’identità del colpevole, non è affatto scontato.



 

 

 

 
 
 
 

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