47 – L’oscurità del golem

Roma. Interno di un garage. Ettore detto il Gatto ha i sensi intorpiditi. L’odore che sente attorno è di olio di motore, grasso, sporco e polvere. L’odore che solo i posti abbandonati hanno. Sente le tempie pulsare forte. La bocca è impastata come fosse il peggior dopo sbronza mai vissuto e l’arsura non gli dà tregua. D’improvviso un ceffone lo scuote, assieme alla voce di qualcuno che gli dice di svegliarsi e alla consapevolezza che quel qualcuno è ormai un uomo morto. Apre appena gli occhi. Due sagome indistinte gli si parano davanti. Prova a scattare per colpirli ma crolla per terra insieme alla sedia su cui è stato immobilizzato. Ettore sa di essere sveglio ormai ma i riflessi sono rallentati, la vista annebbiata e i dolori che non sente arrivare gli danno la certezza di essere stato drogato. Uno dei due stronzi davanti a lui impugna una pistola. Non una pistola qualsiasi, ma la sua Glock 17 in madreperla, quella che involontariamente suo padre gli ha donato dopo essersi sparato una pallottola in testa. Prova a riannodare i pensieri ma tutto ciò che gli torna a galla è un’automobile con un vecchio che lo tiene sotto tiro seduto accanto a lui. Spartaco! Intanto uno dei due tirapiedi gli abbaia contro inveendo prima di lanciargli addosso una chiave inglese che Ettore non fa in tempo a schivare. L’altro gli dice di smetterla, che Spartaco lo vuole vivo, di togliersi dai piedi. Poi si avvicina al Gatto con una siringa e ad Ettore rimane solo il tempo d’imprecare e di provare ancora a ricordare: Spartaco che gli ha ucciso il padre, che ha consegnato sua madre ad un destino ancora peggiore della morte dopo averla stuprata, Spartaco che oramai per lui vuol dire solo morte…

Secondo capitolo della nerissima trilogia messa in scena da Emanuele Bissattini – giornalista d’inchiesta de “il manifesto”, “L’Espresso” e “Il Messaggero” oltre che scrittore, sceneggiatore e copywriter – dopo Glock 17. Ritroviamo così Ettore il Gatto, il suo fidato compare Sigmund il Tedesco, la sua intatta passione per le moto, le sue donne Teresa e Lucilla, ma soprattutto il suo odio verso chi gli ha devastato la famiglia davanti agli occhi. Perché saranno ancora i demoni del passato che busseranno alla sua porta e dovranno essere sistemati una volta per tutte in un tourbillon adrenalinico senza esclusione di colpi e senza fine. In una Roma ancora una volta livida e plumbea, c’è il Golem sulla sua strada da affrontare questa volta, lucido e freddo killer assoldato da Spartaco, boss dell’eroina di Roma Sud che ha deciso di regolare definitivamente i conti con lui. Ma è un Ettore nuovo, più riflessivo quello che ci troviamo di fronte, più umano, capace di mostrare a noi ma soprattutto a se stesso le proprie fragilità, un Ettore che per la prima volta dovrà fare i conti non soltanto con un nemico esterno ma anche con se stesso, con quei demoni che non possono più essere combattuti solo con la cieca violenza, capace insomma di maneggiare la sua fidata Glock17 ma anche le corde più intime della sua anima e del suo cuore. Non resta che aspettare, insomma, il capitolo finale!

 


 

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