54

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E' il 1954: Trieste è ancora terra di nessuno, divisa com'è tra gli anglo-americani e i comunisti di Tito, il 3 gennaio l'Italia inizia a trasmettere i primi programmi televisivi, la situazione tra Stati Uniti e Unione Sovietica è sempre più tesa e il boom economico sta per iniziare. Un anno ricco di avvenimenti, ma nessuno si sarebbe mai immaginato che le sorti di  Salvatore Lucania, un americano migrato a Napoli appassionato di corse di cavalli, meglio conosciuto come Lucky Luciano, fossero destinate a incrociarsi con quelle di Mc Guffin, un televisore caduto in depressione perché sembra che nessuno lo voglia più accendere.  Nessuno avrebbe mai creduto che Pietro Capponi, detto Roberspierre, detto Pierre, orfano di padre, re delle piste da ballo bolognesi nonché fratello di Nicola Capponi, glorioso partigiano e attuale proprietario del bar Aurora, avrebbe incrociato la vita di Cary Grant, da due anni caduto in depressione, che la CIA ha contattato per inviarlo dal maresciallo Tito, che lo vorrebbe come attore principale nel film sulla sua vita. Il problema è che adesso non ci crederanno nemmeno gli amici del bar Aurora, il Gaggia, Walterun, Bottone e gli altri vecchi che stanno tutto il giorno a giocare a carte e a parlare di politica (che se fosse per loro gli Alleati lo sai dove li manderebbero?), perché Pierre l'autografo da Cary Grant mica se l'è fatto fare, ma è vero pure che quando sei clandestino su una barca vicino alla Dalmazia sulle tracce di tuo padre non è proprio la prima cosa che vai a pensare...
Con il loro stile inconfondibile questa volta i Wu Ming trasportano il lettore in un epoca molto più vicina a noi sia nel tempo che nello spazio (a differenza di Q , ambientato nella Germania di Lutero, e di Manituana, ambientato negli Stati Uniti della guerra d'indipendenza). Buona parte del romanzo infatti si muove in quell'Italia dell'altroieri che è la Trieste non ancora redenta, la Bologna abitata da ex-partigiani con il ricordo della guerra ancora vivido nella testa, la Napoli del contrabbando e della droga. 54, forse il romanzo più riuscito del collettivo di scrittori, è un grande mosaico composto con scrupolo e lavoro certosino. Tra le oltre seicento pagine che compongono il libro si intrecciano le storie di decine e decine di personaggi, tutti costruiti con puntiglio e precisione, da Stefano Zollo (detto Steve Cemento, braccio destro di Lucky Luciano) a Vittorio Capponi (il padre scomparso di Pierre), dal televisore Mc Guffin al piccione viaggiatore Gulliver. Memorabile il personaggio di Cary Grant, che in queste pagine mantiene il fascino del grande schermo ma acquista un'ironia e una vena narcisistica irresistibile. Il lettore non potrà non stupirsi dei colpi di scena, fatti di incontri inaspettati e di rivelazioni, che gli autori senza nome preparano con grande maestria narrativa. Anche in questo, come in tutti i libri dei Wu Ming, si mescolano elementi e personaggi realmente esistiti a elementi di pura invenzione. Come abili carpentieri gli autori lavorano sulle crepe della Storia riempendole di una materia narrativa di prima qualità. Il risultato è un edificio che appassiona ma che è capace anche di far riflettere su un Italia che, nonostante la guerra sia finita, non trova ancora pace. Perché, come si legge nella prima pagina del libro: "Gli stolti chiamavano “pace” il semplice allontanarsi dal fronte". Oltre ad essere tradotto in diverse lingue, il libro ha ispirato il gruppo musicale Yo Yo Mundi che ne ha tratto un CD che aspira ad esserne la colonna sonora. Gli Yo Yo Mundi sono riusciti nell'impresa? Non lo so, non ho ancora sentito il CD.

Leggi l'intervista ai Wu Ming

 

 

 

 
 
 
 
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