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Wilbrook, avamposto remoto a cento chilometri dall’abitato più vicino, Portman, è una cittadina situata nell’angolo più remoto dell’Australia Occidentale. Chandler Jenkins, trentadue anni e genitore single di due figli, abita lì da sempre ed è il sergente di polizia, lo sceriffo di quella piccola realtà che ha mantenuto l’aspetto che aveva a fine Ottocento. I suoi capelli chiari e la leggera abbronzatura gli conferiscono un’aria da ex surfista, l’esatto opposto di ciò che è in realtà: Chandler si tiene il più possibile alla larga dal mare, mentre sulla terraferma riesce a vedere i pericoli che gli vengono incontro. Non che succeda mai granché in quel luogo, a parte qualche infrazione stradale, alcuni bisticci domestici e, di tanto in tanto, una rissa in uno dei tre pub del paese, che neppure si fanno concorrenza. Chandler, in quella che pensa sia una sonnacchiosa giornata come tante, s’infila nel suo ufficio, dove il condizionatore si è nuovamente inceppato e, subito dopo, percepisce un insolito trambusto dalla porta aperta. Tanya, agente più anziana nonché sua vice, dal tono solitamente calmo, sembra turbata quando lo invita ad andare nell’ufficio principale dove, seduto, c’è un uomo molto agitato, tra i venti e i trent’anni, con jeans ed una maglietta che porta i segni di un violento pestaggio. Farfuglia, dice che l’assassino voleva farlo diventare il cinquantacinque ma, per fortuna, lui è riuscito a fuggire. Chandler cerca in qualche modo di tranquillizzarlo, perché ha bisogno che quell’uomo gli racconti con calma quello che è accaduto. Il ragazzo dice di chiamarsi Gabriel - anche se non ha documenti con sé, perché glieli ha rubati il pazzo maniaco che voleva ucciderlo, per farne la vittima numero cinquantacinque - e di essere venuto da quelle parti in cerca di un lavoro; mentre faceva l’autostop sulla strada principale un’auto - scura, forse impolverata - si è fermata ed il conducente - capelli castani, tarchiato ed abbronzato, di nome Heat - si è offerto gentilmente di accompagnarlo nella zona in cui la possibilità di trovare lavoro sarebbe stata maggiore. L’aria era bollente ed Heat lo ha invitato a bere da una bottiglietta d’acqua che era sul sedile posteriore. L’acqua sapeva di gesso e quasi subito gli è venuto un gran sonno. Si è risvegliato in una baracca, con i polsi incatenati alla trave del tetto…

È un ottimo debutto quello di James Delargy nel mondo del thriller, un debutto che non delude le aspettative e regala un’esperienza di lettura intensa ed adrenalinica. In un anonimo paesino dell’Australia, immerso in una natura inesplorata e selvaggia, in cui nulla d’importante accade né ci si aspetta che accada, in cui tutti si conoscono e la vita scorre più o meno sempre uguale a se stessa, un evento inquietante ed inatteso rischia di scuotere la tranquilla routine della comunità. C’è un uomo, un forestiero, che si presenta alla stazione di polizia e racconta di essere sfuggito da un probabile serial killer. Anzi, ce ne sono due. Già, perché non appena il forestiero viene lasciato in un posto sicuro affinché si tranquillizzi e possa in seguito dare una mano nelle indagini, ecco un altro uomo raccontare alla polizia esattamente gli stessi fatti, in maniera speculare. La stessa vicenda, quindi, a parti invertite. Spetterà a Chandler Jenkins - sergente di polizia del luogo, il classico poliziotto di provincia che affronta la vita a muso duro e che spesso trascura la vita privata in nome del rispetto della legge - scoprire dove si nasconda la verità, capire chi dei due menta, quale dei due sia il colpevole e quale l’innocente o valutare la possibilità che si tratti invece di due complici. In un clima soffocante, che si respira non soltanto per le strade di Wilbrook o nel deserto dell’outback australiano, ma anche tra le pagine del romanzo, Chandler (il fatto che il suo nome richiami il cognome di Raymond Chandler è un caso?) deve muoversi tra le strade polverose della sua cittadina alla ricerca di risposte, risposte difficili da trovare, anche perché l’intromissione nelle indagini da parte dell’ispettore del quartier generale di Port Headland Mitch Andrews rappresenta un ulteriore ostacolo. Mitch e Chandler erano amici, un tempo, molto amici, ma poi qualcosa ha incrinato i loro rapporti ed ora la vecchia ruggine impedisce loro di lavorare fianco a fianco, in maniera produttiva. Tra segreti, tradimenti e verità insospettabili, tra un passato doloroso ed un presente che ancora ne porta le tracce, tra colpe e senso di responsabilità, le dinamiche si complicano e danno vita ad un intreccio che abbatte ogni certezza e conduce il lettore in una caccia all’ultimo respiro, fino all’inatteso e spiazzante atto finale.

 


 

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