74 nani russi

74 nani russi

Un gruppo di bambini nelle campagne di San Pietroburgo fa un’insolita scoperta: in una grande fossa comune giacciono numerosi cadaveri, ma non cadaveri qualsiasi: corpi di nani. Sono gettati uno sull’altro, vestiti in modo sontuoso, truccati, indossano gioielli e accessori. I bambini sono curiosi e vogliono saperne di più: frugano i morti, ma sopraggiunge un gruppo di persone con le vanghe e loro fuggono. È il 1710, e in Russia lo zar Pietro il grande domina incontrastato. È un uomo rozzo, volgare, un despota violento e senza scrupoli che di regale ha ben poco. Jakim è il suo nano di corte, un disgraziato maltrattato, costretto a divertire il sovrano, a umiliarsi per assecondare la volontà becera di un uomo che trova nella cultura del disprezzo il suo divertimento, che usa angherie e soprusi per passare il tempo. Anche la sorella dello zar ha una nana da compagnia - e proprio a lei viene la malsana idea di far sposare i due nani e organizzare per loro un sontuoso matrimonio con un ricco banchetto e una sfarzosa cerimonia ricalcando quella per il recente matrimonio della nipote Anna. Compito del boiaro di corte dunque è quello di percorrere la Russia fino a Mosca e “deportare” il maggior numero di nani per costringerli a partecipare come invitati alla festa. Tutti quelli che vengono rintracciati vengono rastrellati e gettati su un carro, strappati alle loro umili occupazioni di ciabattini, minatori, circensi, sarti, macellai, prostitute, sacrestani e becchini. Nessuno può opporsi. Intanto a corte fervono i preparativi delle nozze, e camerieri altissimi vengono assunti, bicchieri e piatti giganti vengono scelti con cura o fatti costruire appositamente per esaltare l’effetto comico…

Forte critica per chi usa la diversità per discriminare, denuncia vibrante contro la violenza gratuita, contro il potere usato come strumento repressivo, contro la derisione verso chi non è uguale a sé in questo romanzo breve di Lorenzo Beccati. Condanna ferma contro tutti gli atteggiamenti di crudeltà, di chiusura verso coloro che loro malgrado sono considerati scherzi di natura, mostri. Beccati sceglie un’insolita ambientazione cupa, tetra: nebbia, neve, grandine sembrano sottolineare il buio della coscienza del sovrano che altro non è che specchio di una società corrotta e priva di scrupoli. Lorenzo Beccati, autore di fortunate trasmissioni televisive come Stiscia la notizia e sceneggiatore, dopo la trilogia storica sul Guaritore di maiali torna con un libro insolito e sconvolgente che apre con un’immagine che non può che richiamare alla mente le recenti scoperte delle fosse comuni nei Balcani mentre i rastrellamenti per le desolate campagne russe son fin troppo simili alle deportazioni nazifasciste.
 

Leggi l'intervista a Lorenzo Beccati



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