Adesso basta

Adesso basta
Lasciare il lavoro e cambiare vita si può: Simone Perotti l'ha fatto. Dopo diciannove anni di lavoro durante i quali è stato manager in grandi aziende, impegnandosi per far carriera e crescere professionalmente, a quarant'anni ha deciso di abbandonare questa vita per viverne altre, per essere libero e riappropriarsi del proprio tempo. Ricorda anche il primo momento in cui ha pensato “Così non va”: era luglio e si trovava in macchina sul Grande Raccordo Anulare di Roma, in giacca e cravatta, di mattina presto, bloccato nel traffico e con i cellulari accesi. E tutto ha cominciato a sembrargli insensato. Smettere di lavorare è un sogno che tanti coltivano per tutta la vita: a Milano, durante l'aperitivo, è pieno di bancari, promotori finanziari, pubblicitari in vena di grandi proclami che la mattina dopo tornano a lavorare con qualche frustrazione in più. Invece questo sogno è realizzabile e Simone Perotti ci racconta come...
Per trasformare questo sogno in possibilità concreta, occorre partire da sé, rimboccandosi le maniche. Il problema dei soldi - l'obiezione che, a detta dello stesso Perotti, gli viene più spesso sollevata! - è risolvibile. E l'autore arriverà anche a dimostrarlo, mettendosi a fare i conti. Ma lo farà solo nell'ultimo capitolo, dopo aver affrontato il percorso necessario per arrivare a fare questa scelta, sviscerando quali sono i veri ostacoli al cambiamento, che non vengono “da fuori, ma da dentro”. Di certo il libro è rivolto ad un target ben preciso: quelle persone tra i venticinque e i cinquant'anni “con entrate da più che sufficienti a maggiori”. A parte una breve digressione rivolta a chi guadagna meno - intorno ai 1600 euro al mese - i destinatari del racconto che Perotti fa della sua difficile scelta, esemplare e nobile, sono tutti coloro che hanno un buon impiego e magari la possibilità di crescere ulteriormente nella propria carriera. L'autore e protagonista di questo libro, infatti, vuole dare una speranza a quelle persone abbienti che “pensano di avere un grande futuro di felicità a portata di mano... ma non sono affatto felici”. L'obiettivo, però, è anche politico, dal momento che si parte mettendo in discussione la mentalità in base alla quale, per vivere nel sistema economico attuale, si debba necessariamente contribuire ad innalzare il Pil. In questo senso la possibilità di cambiare rappresenta un'alternativa all'omologazione, all'accettazione del consumismo come legge imperante. E una responsabilità. Per questo la storia che Perotti ci racconta non è solo una guida rivolta a chi ha le potenzialità per fare la sua stessa scelta, ma anche uno spunto di riflessione per chi, non potendo scegliere di smettere di lavorare, può comunque decidere di cambiare il proprio stile di vita, adottarne uno più sobrio, vivere in modo più autentico, darsi da fare per mettere a frutto le proprie capacità, consumare in modo responsabile, insomma assumere su di sé il corso degli eventi della propria vita e decidere, se vuole, di cambiare.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER