Adieu mon cœur

Adieu mon cœur
Paolo ha due fratellini più piccoli, una nonna affettuosa dagli occhi azzurri e due genitori che non fanno altro che litigare dalla mattina alla sera. Paolo non è popolare, non ha nemmeno mai baciato una ragazza ma ha un migliore amico: Bob Rock, che in realtà si chiama Luca. La scuola non gli interessa molto e nemmeno le chiese e il catechismo gli piacciono. Paolo tifa Genoa e fino ad un anno fa passava i suoi pomeriggi a giocare nel cortile della scuola, aggirando il divieto del custode. In un anno, però, possono cambiare molte cose, soprattutto quando di anni ne hai 13. Ed è così che si ritrova a frequentare l’oratorio di san Gelasio, perché un altro posto dove incontrare i coetanei non c’è. Adesso Paolo ripensa con una certa nostalgia a tutte le ore passate a giocare ad infinite partite di pallone nel cortile, ripensa soprattutto a Michela che faceva parte del gruppo “delle femmine” e che voleva diventare la sua ragazza. Ma non poteva di certo fidanzarsi l’anno dei mondiali di calcio in Spagna. Così quando si rivedono un anno dopo, ad una festa di Carnevale, proprio lei che aveva rifiutato gli sembra la più bella e desiderabile del pianeta, forse anche perché non mostra di riconoscerlo...

Angelo Calvisi decide di suddividere questo libro in capitoli che segnano diverse età di Paolo, il protagonista. Lo incontriamo per la prima volta a 13 anni ‒ un ragazzino impacciato e con problemi famigliari ‒, lo ritroviamo a 23 anni ‒ tanta passione per la musica e un passato già difficile alle spalle ‒, poi impariamo a riconoscerlo nell’uomo disilluso dei 33 e 43 anni. Di volta in volta lo ritroviamo diverso, un po’ perché più adulto, un po’ perché gli avvenimenti della sua vita (che ci vengono volontariamente taciuti quasi fino alla fine) lo forgiano. Fino ad arrivare all’ultimo capitolo in cui, con un doveroso flashback, veniamo a conoscenza dell’episodio che ha modellato la sua intera esistenza e che ancora non conoscevamo. La scrittura delicata di questo autore e la storia, a momenti leggera a volte più sofferta e intima, ci ricordano pagina dopo pagina che il nostro futuro diventa passato in un attimo e che le nostre scelte, giuste o sbagliate che siano, ci fanno diventare le persone che siamo. Il volume è agile e la lettura è facilitata dai numerosi dialoghi e dalla scrittura colloquiale e informale con la quale Paolo ci parla come fossimo suoi vecchi amici, come fossimo suoi concittadini. Genova ha una parte importante nel romanzo, la città è essa stessa un personaggio della storia più che la sua ambientazione. L’autore, in alcuni ricordi del protagonista, sembra infatti voler omaggiare la sua città. Calvisi proprio a Genova è nato nel 1967 mentre oggi vive in Germania, dove lavora come vignettista e illustratore.

 

 


 

 

 

 

 
 
 
 

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