Afterour – Meglio fuori che dentro

Afterour – Meglio fuori che dentro

Una ragazza si sveglia. È mattina, si guarda allo specchio. È viva, ma molto pallida. Non è a casa, ma in un luogo che non conosce, in un corridoio che si conclude in una sala ovale, nella quale ci sono tre porte. All’interno della sala c’è anche una scrivania, alla quale è seduta una donna, l’operatrice B2iOV. La ragazza si accomoda ed ha inizio la simulazione... Giunone ha quarantasette anni ed è alta centonovantasei centimetri, ed in quel momento sta dando le ultime disposizioni alle onoranze funebri per quanto riguarda il corpo di suo marito. L’indomani ha luogo il funerale e Giunone nota, tra i banchi della chiesa, una piccola donna che se ne va via prima dell’estrema unzione. Incuriosita, Giunone decide di seguirla, ignara di chi sia o dove stia andando questa donnina frettolosa... Dalla Liguria, una madre raggiunge il figlio che si trova a Milano. In realtà, la sua visita è dovuta al fatto che un parente è ricoverato al San Raffaele. Sarà una scappata di poche ore, durante le quali il figlio la porta a vedere, da fuori, il posto in cui lavora. Certo che si trova bene, certo che il lavoro gli piace, ma la madre non sa che in realtà lo stage è senza possibilità di assunzione e che a breve dovrà cercare un altro lavoro. Tutto ciò che ora importa al ragazzo, è che la madre sia serena e passi delle piacevoli ore durante la sua permanenza a Milano...

Afterour è una raccolta di racconti che nasce a partire dal contest letterario lanciato nel 2015 dall’Associazione Culturale SpiritiLibri, in seguito alla vincita, da parte di questa, del bando Principi Attivi 2012 in Puglia. I racconti migliori, oltre a vincere un premio, sono stati editi dalla casa editrice LiberAria. Il fil rouge che unisce questi racconti è difficile da trovare e, anche basandosi sul titolo, non appare così scontato. Di certo un’importanza non secondaria è da dare alla parola “fuori”. L’idea generale è che ciascun racconto tratti una tematica in maniera strana, al di fuori della realtà, ovvero da un punto di vista atipico. Quello che ne viene fuori è una raccolta di piccole storie che si incastrano tra loro per la loro straordinarietà (intesa come essere al di fuori dell’ordinario). La terza porta e Chi?Cosa?Dove? sembrano essere debitori al fenomeno Black Mirror – serie prodotta da Netflix che tutti, e sottolineo tutti, dovrebbero vedere –, ma non per questo non potrebbero rappresentare un ipotetico futuro. Altri invece, quali Cosa succede in città, E io ci sto e Sasso Senza Marconi, Giunone tratteggiano crudemente l’Italia contemporanea, mettendone in luce i difetti, le contraddizioni e le ingiustizie. Sono insomma delle short stories che lasciano l’amaro in bocca, ma rappresentano la verità. E come è risaputo, la verità fa male.



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