Al servizio di Adolf Hitler

Al servizio di Adolf Hitler

La Seconda guerra mondiale infuria già da qualche anno. A Berlino però, la situazione reale si comincia a percepire nel 1943, quando iniziano i bombardamenti. È verso la fine di gennaio che i genitori di Magda Ritter decidono che si trasferisca a Berchtesgaden in Baviera a casa degli zii Willy e Reina, dove sicuramente sarà più al sicuro. Magda vorrebbe restare coi suoi genitori, in fin dei conti Goebbels – Ministro della propaganda – dice che la guerra sta andando bene, ma i primi bombardamenti che sfiorano casa sua la convincono a partire. Gli zii, ferventi sostenitori del Führer, la accolgono apparentemente bene ma mettono subito in chiaro, soprattutto Reina, che non hanno intenzione di mantenerla. Magda comincia subito a cercare qualcosa da fare e nonostante la situazione – ovviamente – non sia rosea, grazie alle conoscenze dello zio che lavora nella polizia locale, viene scelta per andare a servizio del Führer in persona. Non le viene detto quale sarà la sua mansione, due settimane di “addestramento” molto generico e poi la partenza a bordo di una Mercedes con le insegne delle SS. Destinazione, il Berghof. La corte montana di Hitler, la tana del lupo dove scoprirà di essere stata scelta insieme a poche altre selezionate ragazze per assaggiare il cibo prima che arrivi sulla tavola del Fuhrer e dei suoi ospiti…

Normalmente non amo i libri che in qualche modo parlino del periodo bellico, ma V.S. Alexander ha scritto un romanzo che descrive una storia drammatica nell’ambito della tragedia della Seconda guerra mondiale con insospettabile leggerezza. Il focus sulla vita di Magda, una giovane tedesca finita per caso al servizio del Führer, illustra entrando in profondità nella psiche e nell’intimo della donna quello che deve essere stato subire una guerra partendo dalla posizione di “vincitori”. Questo infatti è quello che la propaganda continua a ripetere e rendendosi conto che il Führer, cioè il Condottiero, quello che ha raccontato ai tedeschi della loro superiorità, sta in realtà miseramente perdendo e dimostrando di essere niente altro che un folle, circondato da parassiti altrettanto folli ed esaltati. Un racconto accurato (certo romanzato ma partendo da documentazioni storiche) di come vivessero Hitler e la sua corte ‒ a partire da Eva Braun, una figura patetica e tristissima ‒ i suoi ministri , guardiani della sua vita e delle bugie che venivano propagandate al popolo. Magda è una figura rappresentativa di quello che significava vivere dalla parte fortunata della barricata. Cibo, tranquillità, divertimenti mentre fuori infuriavano fame, orrore e distruzione. La presa di coscienza e la sofferta decisione di seguire una via al posto dell’altra, lo sdoppiamento necessario alla sopravvivenza e la fatica di sostenere una vita che riconosce “sbagliata”. Un romanzo che non si può definire storico ma che dipinge perfettamente il periodo e gli stati d’animo di chi lo ha vissuto. Interessante il fatto che l’autore sia un uomo che racconta in prima persona la vita di una donna.



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