Ali

Ali
Yoko è una ragazza timida, una studentessa che indossa sempre la divisa scolastica: camicetta bianca ben stirata, gonna con le pieghe. Sugio è suo cugino, un ragazzo silenzioso. I due si somigliano molto fisicamente, tanto da sembrare fratelli. Un giorno per caso prendono lo stesso autobus e si trovano, nella calca, schiena contro schiena. Senza voltarsi né riconoscersi, entrambi - nel medesimo istante - avvertono il calore delle loro schiene. La sensazione di morbidezza mista all’energia che scaturisce da quel contatto non cercato fa nascere in loro l’idea che l’altro/a abbia ripiegate e nascoste sotto la camicia un paio di ali. I cugini poi si riconoscono e si salutano, ma nessuno dei due avrà mai il coraggio di parlare di quella sensazione straordinaria provata. Sugio da quella mattina inizia a fantasticare sulle ali di Yoko, e il desiderio di vederle occupa costantemente il suo pensiero. Ma non è la nudità del corpo della cugina in quanto tale che lo attrae quanto le ali e il loro significato. Cerca di darsi delle spiegazioni logiche sul perché nessuno della famiglia le abbia mai notate, e riesce a trovare anche delle risposte plausibili, che lo soddisfano. I due si rivedono e silenziosamente si innamorano senza però mai dirselo apertamente. Poi la sorte li separerà e il destino diverrà padrone degli eventi ai quali sarà impossibile sottrarsi...
È una storia delicata, scritta in punta di penna, con una leggerezza che solo la cultura orientale è in grado di regalare. Atmosfere, colori, luoghi, e sentimenti sembrano appartenere ad un ‘altro mondo’ un luogo che in Occidente non esiste. Ali è un racconto molto breve, perfetto per la collana Millelire nella quale è stato presentato al pubblico italiano, che nella sua essenzialità si infila sotto pelle e regala, grazie ad una scrittura molto visiva, immagini pittoriche difficili da dimenticare.

 

 

 

 
 
 
 
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