Alieni

È da molti secoli che gli uomini si interrogano e speculano sulla vita extraterrestre. L’idea che gli altri pianeti siano abitati è stata dapprima considerata eretica e destabilizzante (vedi alla voce “Giordano Bruno”), poi generalmente accettata: verso la fine del XIX secolo molti astronomi erano così convinti di essere alla vigilia dell’incontro con altri abitanti del nostro Sistema solare da offrire un premio di 100.000 franchi al primo che fosse riuscito a stabilire un contatto. Ed erano esclusi dalla gara i marziani, ritenuti un obiettivo “troppo facile”! Ma l’era dell’esplorazione spaziale ha portato una enorme delusione: nessuna traccia di vita nel Sistema solare, qualche speranza residua c’è ancora solo per microrganismi sotterranei su Marte o negli oceani sotterranei di Europa ed Encelado o nei laghi di idrocarburi liquidi di Titano. Nulla a che vedere con la ricchezza della vita animale e vegetale sulla Terra o con civiltà complesse, comunque. Il dubbio ha cominciato a serpeggiare nella comunità scientifica e tra il pubblico: esistono davvero gli alieni? E se sì, dove sono? Alcuni fra i più importanti esperti del settore cercano di rispondere a queste domande aiutandoci a inquadrare il problema dalla giusta prospettiva. Con quali mezzi tecnici una civiltà aliena (o la nostra, in un remoto futuro) potrebbe esplorare la galassia? In che modo un’intelligenza aliena potrebbe differire dalla nostra? Quali potrebbero essere gli ingredienti chimici della vita extraterrestre? E come si è sviluppata la vita sulla Terra? Fino a che punto si tratta di un evento speciale? È un’eventualità quasi unica o una procedura che può essere uno “standard”? Cosa dobbiamo aspettarci dagli esopianeti abitabili che stiamo via via individuando e che nel prossimo futuro diventeranno sempre più numerosi?

Nathalie Cabrol – direttrice del Carl Sagan Center for the Study of Life in the Universe presso il SETI Institute ma anche provetta sommozzatrice e alpinista estrema, Dallas Campbell – divulgatore scientifico della BBC, Matthew Cobb – professore di Zoologia alla University of Manchester, Lewis Dartnell – ricercatore in Astrobiologia alla University of Westminster, Paul Davies – fisico teorico e Regents’ Professor alla Arizona State University, Chris French – professore allo Psychology Department della Goldsmiths University of London, Monica Grady – docente di Scienze spaziali e planetarie presso il Department of Physical Sciences della Open University di Milton Keynes, Nick Lane – ricercatore in Biochimica evoluzionistica allo University College of London, JohnJoe McFadden – docente di Genetica molecolare alla University of Surrey, Chris McKay – ricercatore presso l’Ames Research Center della NASA, Louisa Preston – Research Fellow in Astrobiologia per conto della UK Space Agency Aurora presso la Birkbeck University of London, Martin Rees – ex direttore dell’Institute of Astronomy di Cambridge e Master al Trinity College, Adam Rutherford – genetista e scrittore, Sara Seager – docente di Fisica al Massachusetts Institute of Technology, Andrea Sella – docente di Chimica inorganica allo University College of London, Anil Seth – docente di neuroscienze cognitive e computazionali alla University of Sussex, Seth Shostar – Senior Astronomer al SETI Institute, Ian Stewart – docente di Matematica alla University of Warwick, Giovanna Tinetti – docente di Astrofiica allo University College of London. Ecco l’impressionante gruppo di esperti chiamato a raccolta da Jim Al-Khalili, il fisico nato a Baghdad e cresciuto in Gran Bretagna, dove insegna Fisica teorica all’University of Surrey, già autore di numerosi saggi di divulgazione scientifica. Ognuno di loro affronta un aspetto diverso (con qualche fastidiosa sovrapposizione che genera ripetizioni che il curatore avrebbe potuto tranquillamente risparmiarci intervenendo con maggiore determinazione in fase di editing) del tema “vita extraterrestre”. I lavori più riusciti? L’approfondimento per certi versi rassicurante di Lewis Dartnell sulle motivazioni che potrebbero muovere una civiltà aliena a visitare la Terra, il tentativo da parte di Chris French di analizzare la psicologia delle sedicenti vittime di “abduction”, la suggestiva ipotesi sul legame tra meccanica quantistica e vita (terrestre ed extraterrestre) di JohnJoe McFadden. Ma sono purtroppo pochini i picchi di interesse in un volume probabilmente troppo divulgativo per la collana dei saggi Bollati Boringhieri. Perfetto per chi non ha mai avuto modo di riflettere sull’argomento, rischia seriamente di annoiare chi si interessa di esopianeti ed esplorazione spaziale già da anni.



 

 

 
 
 
 

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