Aligi Sassu

Aligi Sassu

Il grande artista Aligi Sassu ha dimostrato durante tutto il percorso della sua lunga carriera che il mondo che ci circonda è infinitamente bello e lo ha dimostrato con le sue pennellate dai colori intensi, con gli azzurri e i rossi dalle tante sfumature di fiamme accese. Colori che hanno reso meravigliosi i suoi dipinti e quei suoi famosi cavalli, animali che lui tanto amava e che lo hanno caratterizzato, emblemi di una felicità e del fascino che hanno sempre esercitato sull’artista. E se il mondo è infinitamente bello è un regalo infinitamente importante che ci ha dato Dio e che contiene al suo interno anche infinita sofferenza. La religiosità nelle opere di Aligi Sassu c’è sempre stata, sin dai dipinti giovanili, a volte anche di argomento politico o storico. È stato un artista colto che studiò tutto quello che l’arte produsse in termini di Deposizione e Crocifissione (i temi che ha prediletto) e di artisti come Antonello da Messina, il Giambellino, Pontormo, Daniele da Volterra, Cranach... e tutto quello che studiò ha lasciato un’eco, un segno, un cenno nelle opere di Aligi Sassu che non dimenticò mai l’universalità della storia umana fatta di dolore e di umiliazioni, di poveri e oppressi, soli e ultimi. Come dire che mise il suo piacere di dipingere e la sua religiosità al servizio di luci e ombre della società…

Di Aligi Sassu, grande personaggio e artista del Novecento, si conosce tutto, a cominciare dalle sue opere, ma un Catalogo ragionato dell’opera sacra era necessario per riportare tutti insieme i fantastici lavori di un artista che ha segnato un’epoca e, soprattutto, riportare alla luce quell’uomo religioso (anche se a modo suo), attratto dai grandi temi del Vangelo, soprattutto la Crocifissione di Cristo che non ha mancato di ambientare anche ai nostri giorni, facendole far da sfondo ai palazzi, le ciminiere delle fabbriche ed ergendo la Croce in una collinetta di periferia, vicino a strade di passaggio, dove sono pure biciclette. Era il 1941 quando dipinse questo olio su tela e nella data sta tutta la sua modernità, la sua lungimiranza, il suo saper riconoscere la sofferenza di Cristo in mille altre sofferenze. E deve averne conosciute davvero tante, lui che è cresciuto e si è formato tra le due Guerre mondiali, osservatore non passivo di dolore, morte, fame, soprusi e di una tristezza profonda che si legge negli occhi della sua umanità dipinta. Di fianco a questo, i suoi colori forti, accesi, le forme e i tanti stili artistici, dal mosaico al disegno, al dipinto e di materiali, olio, tele, sanguigna, inchiostro, carta... Si deve rendere merito di questa ricerca al cognato di Sassu, Alfredo Paglione, grande mecenate e grande amico dell’artista.



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