All’inferno e ritorno

Ogni notte un uomo fa lo stesso sogno: il nero e il rosso del sangue che si confondono ed esplodono nella testa come una deflagrazione potentissima. Poi il risveglio, in un bagno di sudore. Non è un brutto sogno qualsiasi, però: si tratta del suo passato che ritorna ogni notte, martellante. Il rimorso per una vita d’inferno, vissuta sempre a cento all’ora, costellata da atti indicibili. Come quando nel marzo del 1990, dopo la firma quotidiana presso la caserma dei carabinieri di Marghera, si reca sulle rive del fiume Brenta assieme a quattro sodali. C’è un bidone pieno di armi, tra cui un fucile mitragliatore M16, e tre persone a cui tendere un agguato mortale. Quest’uomo, prima di intraprendere questa discesa verso l’inferno, ha avuto un’infanzia normale, anche agiata, essendo figlio di un finanziere e di una proprietaria d’albergo a Venezia, ma senza amore. Al suo posto tanta violenza dispensata a lui e al suo fratello gemello. Per spirito di ribellione iniziano così i primi furti, come un motoscafo Riva rubato dal panfilo di Onassis ormeggiato in Laguna o alcune tavole di pittori celebri trafugati su commissione da una chiesa di Venezia. Poi le rapine all’estero alle gioiellerie in Svizzera e poi la scalata vera e propria nel mondo della criminalità…

All’inferno e ritorno è la sua autobiografia, scritta in questo lunghissimo periodo in cella, spesso in regime di carcere duro. La scrittura come terapia, dato che oggi Giampaolo è una persona nuova, rinata. Le rapine rocambolesche, gli inseguimenti mozzafiato con le forze dell’ordine, le evasioni, tutte raccontate in maniera molto avvincente e con dovizia di particolari lo hanno condotto solamente al “perenne ergastolo del rimorso” che non lo abbandona mai. Un libro scritto in maniera sincera, senza fronzoli, dato che l’autore ammette nella prefazione di avere solo la quinta elementare; il racconto di fatti terribili che però ha il preciso scopo di diventare un libro del bene. Questo perché oggi Manca vuole e ha bisogno esclusivamente di fare del bene. In primis a tutti questi giovani che per noia, rabbia o necessità vogliono percorrere le sue stesse strade e quindi All’inferno e ritorno può fungere da forte monito. In secondo luogo a tutti quei bambini che si trovano in situazioni disagiate, dato che il ricavato delle vendite del libro verrà impiegato nella costruzione di una casa famiglia.

LEGGI L’INTERVISTA A GIAMPAOLO MANCA



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