Allegra Street

Allegra Street
In una delle zone più eleganti di Londra, quella compresa fra Montrose Place, Chapel Street e Belgrave Square, vive Carlo, un altissimo funzionario dell’ambasciata italiana, insieme alla sua compagna Paula e alla gatta Celia. La loro è una vita gioiosamente mondana, fatta di party, vernissage, shopping e amici brillantissimi che si muovono come animali di gran razza nei territori dell’arte contemporanea e dell’editoria. Tutto sembra andare straordinariamente bene, almeno finché Paula non conosce un atletico e avvenente trentenne con il quale decide di intraprendere una relazione (sostanzialmente) di tipo erotico. Benché molto occupato nel suo lavoro in ambasciata, Carlo non può fare a meno di notare che nel suo rapporto con Paula c’è qualcosa che non sta più funzionando. Tutti, nella loro cerchia di amici, sono a conoscenza del tradimento di Paula e quando anche Carlo lo viene a sapere i due decidono di separarsi. Seguono giorni di grande dolore per Carlo, così un suo amico gli suggerisce di mettersi nelle mani di Sergio, un aitante ragazzone brasiliano dalla voce roca e profonda, che pare sia un mago dei massaggi. Carlo, riluttante, si ritroverà di lì a poco nudo su un lettino, occupato (inutilmente) a lottare con un’imbarazzante erezione e con un’altrettanto imbarazzante presa di coscienza. Tale presa di coscienza, tuttavia, non gli impedirà, mesi dopo, di ritornare con Paula e progettare con lei una vita in Italia, nella campagna fra Umbria e Lazio in un bellissimo casolare ristrutturato, dove ospitare la loro variegata cerchia di amici, fatta di scrittori cripto-gay in odor di Booker Prize, di editrici indipendenti, madri vegane ai limiti dell’ossessione e domestiche dal sesso incerto. Tutti insieme progetteranno un futuro che dovrà fare i conti con le bizzarrie del destino, della vita e della morte…
La prima impressione che si ha leggendo Allegra Street è che Mario Fortunato debba essersi divertito un mondo a raccontare questa storia corale, piena di personaggi gustosi che pensano, dicono e fanno cose sempre originali e mai scontate. L’occhio dell’autore saetta da un protagonista all’altro, muovendosi in una Londra mondana e fashion e descrivendo con cura, ma anche con spietata ironia, gli ambienti glamour di questa “sophisticated comedy”. Sarà che per anni Mario Fortunato è stato a capo dell’Istituto Italiano di Cultura a Londra, sarà che, oltre a essere un critico letterario ed esperto d’arte contemporanea, ha pubblicato romanzi importanti che gli sono valsi la candidatura allo Strega e il premio Mondello e Super Mondello, fatto sta che la lettura di Allegra Street ci ha elettrizzato; non solo perché è una storia godibilissima, ma soprattutto perché si discosta anni luce – per temi, ambientazione e stile – da ciò che solitamente ci propone la letteratura italiana contemporanea. Mario Fortunato è uno scrittore internazionale, lontanissimo dal provincialismo culturale del nostro paese, dove oggi sicuramente si avverte la mancanza di voci acute e lungimiranti di autori come (fra gli altri) Moravia, Calvino o Tondelli, scrittori capaci di far entrare il mondo intero nel filtro delle loro pagine, pur conservando una connotazione fortemente italiana. In questo senso i personaggi di Fortunato che – come dice egli stesso – sembrano usciti da un film di Bertolucci, con la loro algida distanza, con il loro snobismo e le loro battute al vetriolo sull’Italia, Roma e la nostra classe politica, ci permettono di guardare al nostro paese da una prospettiva nuova, più ampia e meno condizionata dai soliti parametri di riferimento legati all’appartenenza politica. Chi ama davvero questo paese farebbe bene ad esercitarsi a osservarlo con un punto di vista “altro” e da un po’ più lontano e potrebbe cominciare proprio da questo romanzo, allegro, malinconico, intelligente, scalpitante e molto poco “italiano”.

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