All'ombra delle fanciulle in fiore

All'ombra delle fanciulle in fiore
Marcel conosce il marchese di Norpois, che sprona il ragazzo (e il di lui padre) a continuare ad alimentare la sua passione per la letteratura. Ringalluzzito dalla considerazione del noto intellettuale del tempo, inizia a frequentare l’intellighenzia del tempo: va per la prima volta a teatro a vedere la sua attrice preferita - la nota Berma - e incontra pure il suo idolo letterario Bergotte. Oltre a questi incontri 'di lavoro', perde la testa per Gilberte, la figlia di Swann e di Odette de Crécy. Il rapporto tra i due adolescenti sembra andare inizialmente per il meglio, ma con il passare del tempo risulta sempre più problematico, in particolar modo da quando Odette chiede a Marcel di farle visita - e quindi di rafforzare il legame con la famiglia Swann - solo nel caso in cui non sia innamorato della figlia. La relazione termina quando il narratore decide di andare a passare l'estate nella località balneare di Balbec. Il giovane trascorre le vacanze estive con la nonna e la domestica Françoise al Grand-Hôtel. Dapprima il suo soggiorno è noioso, e non riesce a socializzare con i villeggianti. Saranno le amicizie con il giovane Robert de Saint-Loup, nipote della marchesa di Villeparisis, imparentato con i Guermantes e con il pittore Elstir, amico di Madame Verdurin, a fargli apprezzare la vacanza estiva in maniera entusiasmante. È proprio il pittore infatti a presentargli alcune 'fanciulle in fiore', una piccola compagnia di giovani villeggianti che si distinguono dalla massa di anziani e famigliole. Tra queste c'è l'affascinante e misteriosa Albertine, che diventerà la mira amorosa del narratore...
Più che un libro, un'odissea sui sentimenti descritta in modo mirabile. Di non facile lettura, il mondo di Proust si arricchisce di trame e di sviluppi inattesi, che anticipano le vicissitudini dei successivi volumi. Considerato dalla critica come un libro di passaggio, il secondo romanzo della famigerata Recherche (un moloch che molti affermano di amare, ma solo pochi hanno veramente letto fino in fondo), dopo quasi un secolo risente di stilemi di non facile appeal per il lettore contemporaneo, che potrebbero essere facilmente accostati ad un intellettualismo destinato a pochi adepti e cultori di letteratura francese. Se letto con pazienza e devozione, All'ombra delle fanciulle in fiore esplode invece con la sua potenza di classico nelle splendide e indimenticabili descrizioni dei sentimenti umani che il narratore delinea guardando ai VIP dell'alta società francese del tempo e ai due suoi grandi amori non corrisposti. Impossibile da leggere isolato dagli altri sei volumi dell'opera, questo romanzo apre le porte a mondi metafisici e filosofici inattuali usando le metafore in modo sorprendente e da qui in poi raramente eguagliato (tanto per fare un esempio, la conclusiva descrizione dell’ultimo giorno di vacanza: “il giorno d’estate ch’ella [la domestica] scopriva sembrava altrettanto morto e immemorabile d’una sontuosa e millenaria mummia che la nostra vecchia domestica avesse liberata con cautela da tutte le sue fasce, prima di farla apparire, imbalsamata nella sua veste d’oro”). Poetico, singolare e immortale. Premio Goncourt nel 1919, anno della sua prima pubblicazione.

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