Almost blue

Almost blue

Il questore se la ride di gusto quando il commissario Poletto e l’ispettore Negro si presentano con la loro indagine su alcuni omicidi avvenuti a Bologna negli ultimi mesi. Parlano di un serial killer, che prediligerebbe gli studenti universitari. “Qui ci sono duecentomila studenti… se lo immagina cosa succede se salta fuori la notizia di un maniaco che massacra gli universitari?”. Il senso delle sue risate è tutto qui: ve l’immaginate cosa succede a Bologna se dilaga il terrore da serial killer? Eppure l’iguana esiste, nelle sue orecchie risuonano costantemente le campane dell’inferno: non sa quando sono cominciate, direbbe da sempre, che le sente da sempre. Don don don. La musica nelle cuffie a tutto volume non serve a niente. E neanche reincarnarsi nelle sue vittime, assumerne l’identità, i vestiti, la pelle. Simone invece passa le sue giornate a riempire la stanza di suoni: Chet Baker nello stereo e uno scanner con il quale intercetta il rumore della città, conversazioni telefoniche, radiotrasmittenti… Simone vede attraverso i suoni, letteralmente, per lui i colori sono le voci: rosse, blu, verdi. Simone è cieco e ha intercettato per caso la voce dell’Iguana, è una voce verde, e lui è l’unico che potrebbe riconoscerla…

Almost blue è un noir ben costruito: tre personaggi principali che si spartiscono equamente la narrazione e i suoi tempi. Al serial killer è data la stessa importanza letteraria dei suoi due contraltari positivi, e anzi c’è tutto lo spazio per compiere su di lui un’approfondita analisi psicologica. Come in una puntata di Blu notte (trasmissione condotta dallo stesso Lucarelli per la RAI), ciò che rimane del romanzo sono le ambientazioni e le atmosfere: una Bologna che rivela il volto meno sereno e tranquillizzante, città di passaggio che si estende molto oltre i suoi confini, da Modena fino alla Riviera, a cui si contrappone l’isolamento di una stanza di un non vedente, buia, in cima a una scala, dentro la quale entrano i gracidanti rumori di una città che vive e compie i suoi rituali quotidiani. Un’ambientazione che il lettore riceve in tre modalità: la lucida e professionale narrazione dell’ispettore Grazia Negro (che ritroveremo nel successivo Un giorno dopo l’altro), l’allucinata realtà dell’iguana e la poetica, perché invisibile, realtà trasformata in suono del non vedente Simone. Trasportato sul grande schermo nel 2000 da Alex Infascelli, Almost blue resta uno dei libri più venduti e tradotti di Lucarelli.



 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER