Amatissima

Amatissima
Chi è il fantasma che infesta il 124 di Bluestone Road e che ha costretto Howard e Buglar, i due figli maggiori di Sethe, a fuggire da lì? Perché Denver, la figlia minore, terrorizzata com'è dalle visite quotidiane di quella presenza confusionaria, non riesce a socializzare con nessuno? Impossibile cercare di ricostruirsi una vita in questo modo sia per Sethe sia per Denver, nonostante siano fuggite dalla schiavitù. Vani sono anche i tentativi di Paul D, schiavo della piantagione di “Sweet Home” che, innamorato di Sethe, la incoraggia a lasciarsi alle spalle il passato. Ma Paul D ancora non sa il segreto di Sethe, nemmeno lo immagina, al contrario di Denver che sa e a cui tutto appare ancor più immediato e comprensibile quando una sera, rientrando dal carnevale del paese, trova seduta sulle scale una ragazzina che dice di chiamarsi Beloved. Per Denver è tutto chiaro, per Paul D assolutamente no e tantomeno lo sarà quando strani eventi sovrannaturali lo allontaneranno dalla casa di Sethe e poi Beloved lo obbligherà a fare l'amore con lui che si era addormentato in un capanno. Paul D, a quel punto, è preso dai sensi di colpa e chiede a Sethe di perdonarlo e fare un figlio con lui. La donna appare entusiasta, ma quando la notizia si diffonde in paese a Paul D arrivano strane voci sul conto di Sethe: per la donna è arrivato l'inesorabile momento della verità...
Trama estremamente delicata e intricata, quella di Amatissima, il romanzo datato 1987 grazie al quale Toni Morrison ha vinto il Premio Pulitzer l'anno successivo. È la cronaca a servire da spunto narrativo alla scrittrice americana: mentre sta raccogliendo documenti in qualità di curatrice dell'antologia The Black Book, che avrebbe dovuto contenere trecento anni di storia afro americana,  trova un articolo del 1855 in cui si racconta che una schiava fuggita dal Kentucky, tale Margaret Garner, si rende conto che presto sarà nuovamente catturata e allora uccide la propria figlia, piccolissima, affinché essa non riviva il dramma della schiavitù. Inevitabile, quindi, la dedica agli schiavi morti durante il Middle Passage, la traversata dell'Atlantico compiuta dalle navi negriere: oltre sessanta milioni. Ma anche la mancanza di oblio, l'impossibilità a dimenticare è uno dei temi centrali di questo romanzo sublime: l'autrice, Premio Nobel per la Letteratura nel 1993, ce lo ricorda commentando lei stessa la sua opera: “Tornare a quella parte della propria storia che troppi hanno rimosso, dimenticato, lasciato inspiegata, ignorato” è l'invito che rivolge ai membri della sua stessa comunità, ma anche ai bianchi. Peccato che la versione cinematografica del romanzo, per la regia di Jonathan Demme e con una memorabile Oprah Winfrey, uscita nel 2001, non abbia avuto altrettanto successo e risonanza negli anni.

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