Amore, Curiosità, Istinto, la mia cucina felice

L’acronimo dei tre sostantivi del titolo forma ACI. E da Aci Sant’Angelo, Sicilia, si parte, raccontando una memoria del gusto che coinvolge il ricordo personale della cucina della nonna che è quasi sempre la base costitutiva dell’approccio culinario di molti cuochi e gourmet. Amore dunque. E amore per il territorio che determina la scelta di materie come il suino nero dei Nebrodi, la fava cottoia di Modica, la mandorla d’Avola, i cucunzi ed altre eccellenze siciliane. Curiosità e istinto invece, per sottoporre questo retroterra ad una manipolazione aggiornata che passa per l’uso del sifone per produrre “arie d’elementi” e spume, della macchina per sottovuoto e del roner per cotture a basse temperature, affumicatori ed estrattori per arrivare a concepire piatti come il “Finto arancino di gambero rosso di Mazara del Vallo farcito di caviale della sua bisque, panatura al nero di seppia su gazpacho verde e tuorlo di quaglia marinato” oppure un “Cannolo di alici marinate farcito con battuto di melanzane, chips corallo allo zafferano, aria di prezzemolo, mandorle tostate, salicornia e uova di trota”…

Valeria Raciti è la vincitrice dell’ottava edizione di “MasterChef Italia”, il cui logo è ben stampigliato in evidenza in copertina. Questa pubblicazione inutile per i fruitori è un’operazione editoriale garantita, nel senso che fa parte del premio destinato al vincitore di ogni edizione del talent show. Il ricettario è tutto in stile MasterChef, ovvero: preparazioni costituite da un eccesso di ingredienti (molti di non facile reperibilità), troppi passaggi separati ed uso di strumentazioni per procedere poi a quell’assemblaggio ed impiattamento che se si dovessero servire quattro persone a cena si necessiterebbe di altrettanti inservienti. Tutti intenti a mettere le dita per qualche minuto nel piatto dell’ospite (freddando la portata) per far star ritto l’asparago, incrociare germoglietti e spennellare o far cadere gocce da una siringa qualche grammo di quel bel colore per produrre il quale si sono usati tre passaggi di cottura e dieci stoviglie da lavare per ciascun ingrediente. L’apprezzamento non sarà espresso nell’incrocio di sguardi tra amici al momento dell’assaggio. L’apprezzamento verrà espresso prima, con la foto. Cucina esibita come pornografia del cibo sui social, al passo coi tempi. L’amore citato dall’autrice nel titolo e in premessa sembra tradito da questa celebrazione di MasterChef che è quel filone di cucina che allontana la convivialità in favore della competizione promuovendo un’aggressività ed un’arroganza tipica dei reality. Curiosità e istinto si possono discutere ma, attenzione alle mode in cucina: chi ci dice che, così come ora ridiamo di quei piatti à la page negli anni ’80, un giorno non lontano non ci troveremo a confessare che quella polvere di liquirizia su salsa di caffè con castagne sottaceto non ci sono mai piaciute sull’abbacchio? E che quelle “arie”, chiazzette bianche bollicinose che galleggiano sulla salsa, non avevano sapore ma ci hanno sempre indotto pensieri inquietanti? Amore si diceva…aveva ragione Elsa Morante: “La vera frase d’amore, l’unica, è: hai mangiato?

 


 

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