Amori della zia

Amori della zia

I sedici anni, indipendentemente da quale sia l’anno o il posto in cui sei nato, sono quella cosa per cui ti senti padrone del mondo, sei sicuro di poter fare qualunque cosa perché il futuro ti appartiene. Qualche volta capita che poi succeda davvero. È stato così per Mara Venier: era fondamentalmente una brava ragazzetta di paese senza grossi sogni, faceva anche qualche lavoretto (all’epoca i rappresentanti di abiti giravano per le boutiques con un’indossatrice – spesso ragazzine le cui forme esaltavano gli abiti), andava a scuola senza infamia né lode, fino a quando il diavolo ci ha messo la coda, si è innamorata persa di un uomo più grande di lei ed è rimasta incinta. Nonostante il consiglio del parroco ai genitori: “Crescete il bambino ma non fatela sposare che è una bambina anche lei” Mara si ostina, è innamorata come si può esserlo a quell’età e ottiene quel che vuole. Quel marito, che partirà per la capitale pochissimo dopo averla sposata, sarà in qualche modo la sua fortuna. Andando a Roma (dove lui cerca di emergere come attore) per divorziare, lei incontra Roberto Capucci che colpito dalla sua bellezza le propone di sfilare per lui. Mara è una ragazza pratica, non ha mai avuto velleità di successo quindi sa che a un lavoro non si dice mai di no. Così inizia la sua carriera nel mondo dei vip, passando dalle sfilate ad essere notata da registi: e non parliamo di robetta eh, fino ad arrivare alla televisione e al grosso pubblico. Diventa famosa, diventa il volto della domenica italiana, trova altri amori, fa un altro figlio ma rimane quella ragazza che vive con praticità, con la testa forse nei sogni, ma coi piedi ben saldi per terra, legata al ricordo del papà ferroviere, che si preoccupa di far stare bene la mamma e i figli…

O la si ama o la si odia. Mara Venier è così come la vedi. Un vulcano, una che si sbatte per gli altri a volte anche perdendo di vista sé stessa, fa tutto quello che può perché chi le sta intorno stia bene, sia felice. Questo si evince dalla lettura di questa autobiografia, che in realtà è una serie di ricordi, aneddoti che hanno fatto di lei il volto-icona della televisione di Stato. Ha intervistato mezzo mondo (vip nazionali ed internazionali), ha avuto poche storie d’amore tutto sommato (un lungo legame con Jerry Calà e una storia con Arbore), finite mantenendo tutto il buono che c’è stato e dimenticando o quantomeno metabolizzando le cose brutte, mettendole in qualche cassetto dove non danno più fastidio. È diventata grande senza rendersi conto che qualcosa le mancava, lo ha trovato alla fine, da qualche anno: le mancava il matrimonio come suggello, come dichiarazione al mondo dell’amore, lo ha capito solo quando Nicola Carraro, dopo anni insieme, le ha chiesto di sposarlo. Consiglio di leggerla questa storia, perché viene fuori quella Mara che in televisione non si vede, quella di cui parlano ma non sembra poi così vera, invece leggendo si capisce proprio che ama mettersi lì e andare a far la spesa dai negozianti sotto casa, ama mettersi in cucina e preparare cose semplici ma a detta di tutti deliziose, che gira tranquilla in jeans e senza trucco, che è innamorata dei nipoti. Insomma una come noi che è stata fortunata, ha incontrato le persone giuste che hanno visto le potenzialità e l’hanno aiutata a farle diventare capacità, ma senza compromessi. Una ragazzina consapevole della sua età anagrafica, che non rinuncia alla gioia di vivere, anche se condita da qualche lacrima (inevitabile credo per ognuno).



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