Amori miei e altri animali

Amori miei e altri animali
Disegnare un gatto per un bambino non è poi così complicato: un paio di cerchi, due triangoli come orecchie, una esse per la coda e il gioco è fatto, uno degli animali più misteriosi e affascinanti appare su un foglio bianco e incarna il desiderio di Paolo di assomigliargli. Il Gatto è un soprannome perfetto sui banchi di scuola. In una Gorizia alienata nel pieno dopoguerra, ratti, gazze e un setter vecchio e malandato si avvicendavano nel cortile. Boby invece era il cane della ragazza di cui il giovane Paolo si era invaghito, un cane colpevole di essere invecchiato e per questo gettato dalla madre senza troppe remore dal muro di cinta del canile chiuso. Eppure Boby era riuscito a tornare, ma solo per ringhiare alle due donne al chiarore della luna e poi andarsene lasciandole lì, con un senso di colpa impossibile da cancellare. E poi il cane di Kung nella Cina di Confucio, e Lapo il rottweiler, col suo proprietario che ha voglia di sfogarsi dell’intera vita nella sala d’attesa del veterinario…
Noto al grande pubblico per La variante di Lüneburg e per Canone inverso, Paolo Maurensig racconta e si racconta attraverso le storie degli animali che l’hanno accompagnato nella sua esistenza, offrendo un punto di vista differente e poetico sul senso stesso della vita, sulla “ricerca della felicità” della quale l’essere umano troppo spesso si dimentica, travolto da priorità ed obbiettivi che non gli appartengono poi così tanto. Attraverso la muta presenza di questi esseri apparentemente così differenti eppure in fondo così simili a noi percorriamo i nostri giorni senza dimenticare il senso della ricerca e dal modo in cui trattiamo gli animali possiamo comprendere chi e come siamo. Una biografia frammentata e caleidoscopica, costruita per aneddoti, ricordi, storie, citazioni letterarie, tante finestre aperte sul mondo di un autore dalla prosa elegante, che sceglie questa volta di raccontare la crudeltà, le contraddizioni e i conflitti dell’essere umano in contrapposizione all’eterno presente che sembrano vivere le altre specie.

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