Amrita

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Sakumi vive in una famiglia tutt'altro che tradizionale, della quale fanno parte la madre, donna carismatica e forte punto di riferimento, la cugina Mikiko, il piccolo fratellastro Yoshio e un’amica della madre, Junko, in lotta per l’affidamento della figlia. Su questa ‘strana’ famiglia pesano le tragedie della morte del padre e della sorella di Sakumi, Mayu. Quest’ultima, giovane e bellissima attrice bruciata troppo presto dall’ambiente dello spettacolo, è morta in seguito ad un incidente stradale provocato mentre era in stato di ebbrezza e sotto l’effetto dei farmaci. Due eventi cambiano radicalmente la vita della protagonista e della sua famiglia: il primo è una caduta per le scale lungo la strada per andare da “Berries”, il locale dove Sakumi lavora, con una conseguente perdita parziale della memoria grazie alla quale la ragazza svilupperà una forte sensibilità. Il secondo, invece, è la scoperta da parte di Yoshio di avere degli strani poteri che lo inducono ad avere uno strano comportamento e che spesso si rivelano troppo intensi per un bambino tanto piccolo. A questo quadro si aggiunge l’intensa relazione che la giovane Sakumi intreccia con Ryuichiro, scrittore e ultimo fidanzato di Mayu prima della sua tragica scomparsa...

“Poiché non sono riuscita a scrivere questo romanzo come avrei voluto, sentivo di non amarlo. Eppure credo che forse mai più in tutta la mia vita potrò scrivere qualcosa con lo stesso abbandono, la stessa spontaneità”. In questo lungo romanzo la Yoshimoto opera una fusione fredda dei temi che le stanno più a cuore in un’unica storia. Come l’amrita, il nettare benefico degli dei fonte di vita eterna, anche la narrazione scorre nelle viscere portando calore e conforto come farebbe il liquido divino: ampio spazio viene dato ai dialoghi e per una volta le descrizioni dell’ambiente - pur restando numerose e gradevoli - sono brevi e sintetiche. Amore, morte, famiglia e paranormale restano gli argomenti chiave ma sono presentati da molte angolature e ne vengono illuminati di volta in volta diversi aspetti. Grande importanza viene data dall’autrice alle relazioni, ai sentimenti che legano le persone e alla condivisione come pilastri di ogni forma di famiglia (per ‘nuova’ e anticonformista che sia) spesso più forti dei legami di sangue. Lo stile conserva la leggerezza caratteristica dell’autrice nipponica, così come è sempre presente una forte attenzione per i piccoli e tanto significativi particolari della vita quotidiana, in contrapposizione agli sconvolgimenti dell’anima ma anche in loro soccorso. Il libro, il primo così lungo per Banana Yoshimoto, è stato pubblicato in Giappone nel 1994 e da subito riconosciuto dalla critica come il lavoro forse più maturo dell’autrice.



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