Amuleto

Amuleto
Auxilio Lacouture emigra dall’Uruguay in Messico alla fine degli anni Sessanta. Qui conosce - nei dipartimenti della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Universidad Nacional Autónoma di Mexico City (UNAM) - la crema dei giovani poeti messicani che stanno tentando di ricostruire una parte della letteratura dello stato sudamericano con i loro romanzi, versi e sogni di una nuova possibilità di riscatto da una povertà mortificante. Nell’autunno del 1968 Auxilio rimane intrappolata nei bagni dell’Università, mentre nei cortili e nei corridoi si combatte una delle più sanguinose repressioni mai avvenute, quando i militari occupano le aule della Facoltà e bloccano con la forza le proteste degli studenti disobbedienti. Nel settembre di quell’anno, famoso per le lotte studentesche californiane e parigine, dopo mesi di agitazioni, sit-in, proteste nei campus e nelle strade, il governo messicano decide infatti di mandare le truppe direttamente dentro le aule per sedare i giovani manifestanti. Le cronache del tempo narrano di uccisioni e di centinaia di arresti. La barbarie culminerà con il massacro di centinaia di studenti nella piazza del distretto di Tlatelolco il 2 Ottobre 1968. Anche se il riferimento ai fatti storici e alle atrocità subite dai giovani non viene mai propriamente narrato, le visioni di Auxilio ricostruiscono l’atmosfera di quei giorni in modo stratificato: nottate di festa, alcol e baldoria, di nomadismo, di relazioni di amicizia ed amore con i giovani scrittori e artisti, veri e inventati, come  Pedro Garfias, Remedios Varo e Arturo Belano, alter ego dell’autore… 
La vicenda della protagonista, già incontrata ne I detective selvaggi dello stesso Bolaño, ricostruisce il magico mondo del più autorevole erede di Márquez, mescolando alchimie, riferimenti alla produzione poetica messicana, al thrilling macabro e sporco di storie di malavita, alle tresche intrise di iperrealismo immaginifico e barocco già noti ai fan di 2666. La narrazione viaggia spasticamente tra passato e nel futuro, dipingendo i ricordi della donna (che è stata una reale amica dello stesso autore, la poetessa uruguaiana Alcira Soust) e prevedendo il futuro di chi non ha vissuto se non per combattere una guerra già persa, poetando il canto “delle imprese eroiche di un’intera generazione di giovani latinoamericani sacrificati, che parlava del coraggio e degli specchi, del desiderio e del piacere. [...] Quel canto è il nostro amuleto”. Nel 2000 Bolaño dichiara in un’intervista che la Lacouture è “testimone amnesica di un crimine che tenta di riscoprire la sua memoria; in questo senso opera come una metafora: i latinoamericani sono stati testimoni di crimini che in seguito abbiamo dimenticato”. Brevissimo ma intenso, intriso di poesia e di visioni abbaglianti. Se non avete tempo di leggere i più famosi bestseller dell’autore sudamericano, iniziate pure con questo. Contagioso.

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