Anche i poeti uccidono

Anche i poeti uccidono
Università di Eastern Oklahoma: Jay Morgan vive in apparenza giornate comuni. È professore di Letteratura inglese, costretto a impartire lezioni a studenti davvero poco dotati la cui massima capacità poetica consiste nell’intessere versi su piccoli roditori innamorati, e – dramma vero – sembra avere smarrito l’ispirazione e la creatività. Sono anni che non riesce a comporre una lirica decente. Ma, niente paura, il destino sa come dare un tocco di delirio alla sua altrimenti piatta esistenza: dopo una copula selvaggia con una giovanissima studentessa di bell’aspetto, Annie, il risveglio di Jay è in perfetto stile necrofilo. Il cadavere della giovine – probabilmente assassinata – giace accanto a lui nel letto e Jay, assurdamente, sulle prime pare non rendersene conto. Inchiodato a questo delitto, Jay tenterà - allo stesso tempo - di non far fallire un importante reading poetico che vede protagonista un ex spacciatore di colore, creatore di rime e versi rap. Il paradosso sta nel rendersi conto che questa è una delle poche chance che ha per non far miseramente fallire la sua carriera. Il campus universitario si rivelerà presto essere un crogiuolo di follia pura: investigatori che indagano solo per fare soldi, droga in quantità ingente, un professore che si alcolizza nel sottotetto anziché viaggiare per lavoro e una banda di loschi figuri capitanata da un mega boss alla ricerca di qualcosa che deve assolutamente essere recuperato...
Ecco a voi Victor Gishler, maestro incontrastato dell’hard-boiled con Gabbia di scimmie (sempre edito da Meridiano Zero che del noir è editore di riferimento in Italia) e ora autore di un romanzo che non può essere etichettato con precisione. Noir? Horror? Pulp? La versione romanzata di un film di Quentin Tarantino? Il fratello minore di James Crumley? Tutte queste cose insieme? Direi di sì. Ritmo incalzante, martellante, non c’è respiro per il lettore, il black humour è alle stelle, la sagacia anche, Landsdale – suo grande ammiratore – definisce la narrativa del collega imperniata su “storie devastanti, fredde come il ghiaccio secco, piene di intrighi e di divertimento allo stato puro”. E non stupisce scoprire che l’americano Gishler, già autore di sei romanzi tradotti in varie lingue, è stato a sua volta docente di scrittura creativa ed è sceneggiatore Marvel per The Punisher, Wolverine e Deadpool. Paragonato al genio di Elmore Leonard, Gishler si posiziona una spanna sopra gli autori di genere. Non ce n’è per nessuno, il controllo stilistico e strutturale è completo e la critica alla realtà spesso troppo indulgente del microcosmo poetico è un valido input per rimboccarsi le maniche e darsi da fare. Sangue, violenza, vendetta, astuzia, sparatorie e toni da commedia teatrale: tutto questo in poco meno di trecento pagine. Bravo Luca Conti – che di Elmore e Crumley è esperto traduttore – per la resa linguistica.

 

 

 

 
 
 
 
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