Anche la luna è bugiarda

Anche la luna è bugiarda
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Aliénor guarda sconsolata i suoi fogli di ragioneria. Ha deciso: lascerà la scuola. Non fa per lei. Ha altri desideri e non vuole finire a trascorrere una vita piatta. Ama la fotografia. Con la sua Nikon a tracolla cammina per i prati, fotografa i particolari, attimi indimenticabili che solo lo sguardo più attento riesce a cogliere. Suo padre è assolutamente contrario al fatto che lei abbandoni gli studi. Vorrebbe che Aliénor abbia un futuro poggiato su basi solide, granitiche e non che vada in giro a fare la fotografa. Alla ragazza, appena diciassettenne, non resta che compiere un gesto di grande coraggio: fuggire di casa. Andare via da Parigi le avrebbe aperto tutte le strade del mondo. Non è stata poi una fuga premeditata. C’è stato un litigio, l’ennesimo. E Aliénor ha deciso di andare via. Ora è sul ponte del lago di Annecy e guarda il paesaggio. Si sente tranquilla. È esattamente dove vuole essere e non intende tornare indietro. Quando un uomo le si avvicina sente un tuffo al cuore… Chi è? Perché riesce ad emozionarla così nel profondo? Si rincontreranno? Andréa e Sebatien sono giovanissimi. Vivono in un luogo paradisiaco: in Polinesia. Sono troppo giovani per stare assieme, per sposarsi. Eppure il sentimento che li unisce è puro e intenso. Vogliono restare assieme per tutta la vita, nonostante la comunità che li circonda li giudichi in maniera non troppo positiva... Moorea è orfana e vive immersa nella natura protetta da antiche divinità. L’incontro con un ragazzo del villaggio cambierà per sempre la sua vita…

Anche la luna è bugiarda è il romanzo d’esordio di Silvia Desario, classe 1999 e studentessa al liceo scientifico. Sono tre le storie che l’autrice racconta: tre storie di donne che tendono ad emanciparsi, a non essere inquadrate in quello che la società ha previsto per loro ma a sentirsi totalmente libere di potersi esprimere. Dalla Francia in cui vive Aliénor alla Polinesia di Andréa al mondo fantastico di Moorea il filo rosso che le lega in maniera indissolubile è lo stesso: liberarsi dalle convenzioni, ascoltare il proprio cuore, sentirsi libere. Lo stile della Desario è semplice, diretto, non compie giri di parole. Le tre storie sono però infarcite da troppe connotazioni di carattere didascalico – l’autrice ci racconta della Polinesia come se stessimo sfogliando un manuale di geografia – che ne appesantiscono la lettura e inceppano il fluire della narrazione. Si crea una certa distanza tra il lettore e le protagoniste, non si è mai completamente coinvolti, come se non si riuscisse davvero ad empatizzare con le tre protagoniste. Silvia Desario nonostante la sua giovanissima età scrive un romanzo ben articolato nelle sue tre diverse parti, dimostra di saper usare con maestria i ferri del mestiere e di essere una ragazza molto colta. Mi piacerebbe leggere i suoi lavori futuri, quelli della maturità: la Desario è una bella promessa per noi lettori e per tutto il panorama italiano. Sono certa che questo sia solo l’inizio e che il bello debba ancora arrivare.



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