Ancora una notte

Ancora una notte

Marlowe, ancora assonnato, tiene il ricevitore del telefono capovolto per cui non sente bene quello che l’avvocato Clyde Umney con voce chiara e imperiosa gli sta dicendo: alle otto deve andare a aspettare l’arrivo del Super Chief e individuare tra i passeggeri una donna, la sua segretaria, la signorina Vermilyea. A breve gli porterà tutte le informazioni necessarie per individuarla, l’importante è che la donna non si renda conto di essere seguita. Terminata la telefonata Marlowe va a farsi una doccia, si rasa e beve del caffè. È alla terza tazza quando il campanello suona e si trova davanti la segretaria Vermilyea, una affascinante donna dai capelli platino, elegantemente vestita. Marlowe la osserva con piacere mentre accavalla le belle gambe e si piega verso di lui perché le accenda una sigaretta. Indispettita dal suo sguardo sfrontato Vermilyea fruga nella borsa e gli getta una busta che contiene un’altra busta sigillata con un anticipo dell’onorario e tutte le notizie necessarie per il lavoro d’investigazione, tra cui la fotografia di una ragazza con i capelli scuri, forse rossi, dai lineamenti delicati, un’espressione assorta. Sul retro c’è scritto: “Eleonor King, un metro e sessanta, capelli castano-rossicci, ventinove anni circa, portamento eretto, voce bassa, elegante senza ricercatezza, nessuna cicatrice visibile, quando entra in una stanza ha l’abitudine a muovere gli occhi senza muovere la testa, si graffia il palmo della mano destra quando è nervosa, è mancina, gioca bene a tennis, buona tuffatrice, regge bene l’alcol, nessuna condanna, impronte digitali schedate”…

Ancora una notte è l’ultimo romanzo pubblicato da Raymond Chandler, stampato circa un anno e mezzo dopo il suo indubbio capolavoro Il lungo addio, un anno prima della sua prematura morte. Sebbene non sia tra le migliori opere dell’autore è tuttavia una lettura piacevole, di alto livello, che mantiene intatto lo stile di Chandler: prosa asciutta, dialoghi serrati con battute dissacranti, buona tensione narrativa con repentini cambi di rotta, ambientazione ricca di particolari delineata in maniera magistrale, cruda decadenza morale dei personaggi e la tipica vena malinconica del protagonista, Philip Marlowe, che pervade ogni pagina. Marlowe è il prototipo dell’investigatore privato hard-boiled, un uomo con un brutto carattere, apparentemente inetto, dedito all’alcol e al fumo, frequentatore di ambienti notturni ambigui, cinico e disincantato ma allo stesso tempo in possesso dell’istinto del cacciatore mostra inaspettate e acute capacità di osservazione e deduzione unite una grande attitudine alla logica, grazie alle quali risolve le indagini. Il romanzo inizia sottotono: un caso semplice, soldi facili, ma andando avanti le situazioni si complicano, s’intrecciano, escono nuove tracce, l’indagato diventa vittima, poi di nuovo carnefice e infine… Una storia con meno violenza rispetto alle altre, con la parte centrale dal ritmo più lento, a tratti romantica, tuttavia senza dubbio non meno appassionante.

 

 

 

 
 
 
 

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