Anima di madre

Anima di madre
La Waltraud si sposa l’americano, brava. Sì, perché se n’è andata negli States: il sogno americano, il successo a portata di mano. Certo è un peccato che abbia lasciato il paese, però ha scelto bene. Mica come la figlia sciagurata, che se n’è andata per fare l’attricetta di teatro. Zitella, poi. E dire che il veterinario l’aveva corteggiata, lui con quella sua bella casa grande. E lei dopo poco lo aveva scaricato per inseguire il suo sogno. Misero fallimento: entra in scena seduta su un water, roba da chiudersi in casa per evitare le maldicenze dei vicini. Ne hanno sempre da dire, quelli, senza rispetto, nemmeno per quel figlio morto suicida per un amore infelice. Povero figlio! Nessuno che abbia capito il suo disagio. Se n’era andato pure lui dal paese, una bella posizione, la Mercedes. Peccato che in quella macchinona ci si è sparato. Povera pure la Waltraud, che con due bambini ha mollato gli States e il marito americano e se ne è tornata al paese nostro. Sì perché poi questo sogno americano, tutte chiacchiere …
Un fiume in piena, questa vecchia donna. Non certo la nonnina che prepara torte ai nipotini dispensando carezze. Questa spacca la legna da ardere, bada agli animali, tira su tre figli di cui uno illegittimo, tiene a bada un marito ubriacone. Ovvio che le asprezze della vita l’abbiano indurita. I racconti delle esperienze dei suoi cari sono misti a riflessioni e sintesi di una vita intera. Un monologo duro, spigoloso, acido, ipercritico. Inizialmente viene da detestarla, la donnetta, poi prende corpo e spessore, il dramma personale emerge e viene affrontato in mezzo a una fiera di luoghi comuni e bisogno di accettazione sociale. Dietro il tipico atteggiamento senile di rifiuto verso tutto ciò che non è tradizionale e avito si cela una capacità di sintesi notevole: possiamo ben girare il mondo, studiare, viaggiare, voler essere emancipate. Le cose che vogliamo sono state, sono e saranno sempre le stesse. Spietata e cinica come la Vera Donovan di Stephen King, ci dimostra come l’amore e il dolore siano, infine, le uniche certezze dell’esistenza.

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