Animali per esperti

Animali per esperti
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Konrad osserva sua moglie Grete assopita in poltrona. Dorme pacifica, ignara di tutto quello che le accade intorno: alterna momenti di lucidità ad altri di totale smarrimento ed ha ormai rinunciato ad ogni forma di difesa affidandosi completamente al marito. Si sente sicura solo nei dodici metri quadrati della sua stanza da letto, questo lo sa Konrad. “Un circolo ricreativo per anziani o un qualsiasi altro posto nuovo l’avrebbe uccisa. Anche fosse stato solo per poche ore”. Grete non ha più alcun senso del tempo, anche una semplice domestica che si occupi di lei sconvolgerebbe il suo già delicato equilibrio. Possibile che le sue figlie non se ne rendano conto?... Micol è una donna molto carina e piena di talento ma che non è riuscita a concludere niente nella vita se non un matrimonio con un uomo “all’apparenza mite”, quel Thomas von Oheimb che le sorride spesso beffardo e che le permette di condurre la sua vita fatta di corsi di lingue o di scrittura, e di viaggi. Ed è proprio sulla terrazza circondata di oleandri di un hotel sulla costa ligure che ora siedono, marito e moglie, discutendo con una certa intensità di un brutto caso di divorzio nella cerchia dei loro conoscenti... Sono trascorsi cinque giorni da quando si è messo in viaggio, cinque lunghi giorni che all’uomo sembrano un’eternità. Ed è al comparire dei primi campi, al confine della città, che inaspettatamente e prepotentemente gli si para davanti l’immagine di Isolde. “Isolde, un imperturbabile spirito libero. Se solo avesse saputo quanto aveva bisogno di lei”...

Otto racconti, quasi piccoli romanzi, prendono il titolo da altrettanti animali, dei quali Eva Menasse racconta piccole curiosità e aneddoti che non sono altro che un pretesto per indagare a fondo l’animo ed i comportamenti umani, incredibilmente simili a quelli animali. E così, imparando che le anatre sono in grado di dormire e allo stesso tempo di guardarsi da eventuali nemici perché lasciano riposare metà cervello alla volta; o che i bruchi sfinge del tabacco quando mangiano si scavano la tomba senza volerlo perché le loro secrezioni orali stimolano la foglia del tabacco a secernere essenze che attirano i predatori di insetti; o ancora che persino le lacrime salate dei coccodrilli posso essere utili visto che api e farfalle spesso si posano sulla loro testa per dissetarsi; impariamo anche quanto siamo vicini a quelle specie in comportamenti, noi, gli animali forse più strani e più contraddittori di tutti. Ci sono coppie in crisi, un marito e padre incapace di reagire alle vessazioni di moglie e figlia, un uomo anziano che vede sua moglie avvizzire con l’avanzare dell’età e pensa che no, “non si dovrebbe diventare così vecchi che la pelle, pur viva, sembra disfarsi”. La Menasse non usa filtri: con la sua prosa ricercata ci mette a nudo senza pietà, con le nostre fragilità e la nostra ipocrisia, ricordandoci che alla fine non siamo altro che come quel capriolo investito sul bordo della strada che pensa: “Ho scelto l’ora giusta, sapevo che questo era il momento buono per passare dall’altra parte. Ho fatto del mio meglio. L’ho fatto già altre volte. Ma è andata male. Purtroppo succede. Adesso sono qui e scalcio in aria la gamba buona”. Ecco, forse, non ci resta che fare comunque del nostro meglio, sperando di attraversare la strada riportando meno ferite possibili.



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