Anime di vetro

Napoli, anni Trenta. Nessun colpevole da scoprire – almeno apparentemente. L’omicida ha confessato, il caso è chiuso e fra l’altro non è stato nemmeno seguito da Ricciardi. La contessa Bianca di Roccaspina però è certa che quella notte, la notte in cui è stato ucciso Ludovico Piro, suo marito il conte Romualdo (che adesso è in carcere accusato di omicidio) era in casa, e quindi non ha ucciso nessuno. Da mesi Bianca si chiede perché si sia fatto volontariamente rinchiudere in carcere. Da mesi pensa a chi chiedere aiuto per trovare le risposte, e le sono tornati in mente il volto chiuso e gli strani occhi del commissario che ha incontrato quando è stato ucciso un “assistito”, un cieco a cui i giocatori raccontavano i sogni per avere i numeri da giocare. Non ricorda il nome del poliziotto, ma solo quello sguardo che sembrava andare oltre e la perseveranza che lo portarono a risolvere il caso. Forse lui, sì, potrebbe crederle. Lui con la sua ostinazione capirebbe che lei non mente, che lei sa. Non sa Bianca perché il marito, bugiardo e giocatore patologico, si sia preso una colpa non sua, ma sa che la sua vita, anche se l’amore – ammesso ci sia stato – è svanito da tempo, non potrà andare avanti finché lei non avrà una risposta…

Un deciso cambio di rotta che si percepisce durante la lettura, per la saga del commissario Ricciardi. La struttura è quella usuale e c’è l’interludio che fa da filo conduttore, ma cambiano i protagonisti. Non più i vicoli partenopei e le loro miserie, che passano a fare da quinta lasciando in luce i circoli esclusivi frequentati dai nobili, dove Ricciardi non è il commissario ma il barone di Malomonte. Cambia anche lo scenario storico, Hitler è salito ai vertici del potere con le conseguenze che tutti sappiamo. E cambia il sentire: la fa da padrona una tristezza profonda, quella di Ricciardi in primo luogo, per i suoi recenti lutti – e il plurale non è un caso – ma anche quella di chi gli è vicino e non può né sa aiutarlo. E quella di chi paradossalmente proprio a lui si affida per trovare pace. L’indagine in questo romanzo è o sembra del tutto marginale (anche se come sempre impeccabile). Dopo le due quadrilogie, delle stagioni e delle festività, Anime di vetro è il primo capitolo di una trilogia legata a famose canzoni della tradizione. La canzone stavolta è Palomma ‘e notte, struggente racconto in cui un uomo maturo, paragonando la giovane innamorata a una falena, tenta di scacciarla bruciandosi lui stesso alla fiamma della candela.



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